Il Social Media Manager una figura indispensabile in azienda!

Social Network hanno conquistato ogni ambito della nostra vita privata e lavorativa, e anche le aziende hanno dovuto rivoluzionare il proprio approccio verso clienti e potenziali tali, adottando opportuni correttivi nelle strategie di comunicazione, strategie per altro in continua evoluzione.

Negli ultimi anni la digital trasformation ha portato ad una trasformazione del mercato del lavoro e di conseguenza a uno stravolgimento delle mansioni del marketing tradizionale, spingendo le aziende a sperimentare nuove tecniche e metodologie. Nella definizione delle nuove strategie comunicative i social network sono diventati i protagonisti, il palcoscenico ideale per creare contenuti ed ingaggiare il consumatore, la professione del Social Media Manager è quindi diventata sempre più fondamentale.

Ma che ruolo ha il Social Media Manager e perché è diventata indispensabile la sua figura nelle aziende?

Il social media manager di un brand o di un’azienda ha il compito di occuparsi in toto della comunicazione digitale, proponendo iniziative che possano attirare la community e stimolare l’engagement.

La sua mission deve essere quella di saper raccontare al meglio la natura e gli obiettivi dell’azienda, deve saper dialogare con il cliente e con il pubblico di riferimento tramite la creazione di contenuti mirati, che comprendano immagini, testi, video, messaggi pubblicitari ecc.

Avere in azienda dei professionisti e specialisti che sappiano lavorare con i social media non è perciò più una scelta ma una vera e propria esigenza. Vendite, opinioni, recensioni avvengono tramite le piattaforme digitali e saper gestire in modo professionale tutto il processo di acquisto diventa una discriminante per i risultati di business.

Quali le skill principali di un buon social media manager?

Il social media manager deve avere alcune skills e competenze operative e di coordinamento. Operativamente non solo pianifica ma crea e monitora i contenuti pubblicati. Il monitoring è un’attività indispensabile il più delle volte realizzato attraverso software dedicati, ciò consente di modificare il tiro e fare i correttivi necessari. Ricordiamoci che l’obiettivo di tutte le attività di social media marketing è raggiungere gli obiettivi di marketing dell’azienda!

Inoltre pianifica le riunioni con il suo team e sa lavorare e coordinare i diversi collaboratori. Nello stesso tempo è creativo e comprende i trend in voga, sa usare i contenuti per entrare in contatto con il target di riferimento. Avere ottime capacità di copy writing è infatti fondamentale per raggiungere clienti attuali e potenziali. I contenuti devono poter rispondere a domande espresse o intrinseche, risolvere problemi e richieste, fornire consigli di acquisto/lavoro o anche solo spunti di riflessione…

Per raggiungere dei buoni risultati spesso è indispensabile creare immagini e video di impatto, diventa dunque indispensabile saper utilizzare programmi basilari di grafica e di video marketing. E se poi il contenuto non raggiunge in modo organico e spontaneo il pubblico a cui è rivolto, ecco che subentrano le campagne di advertising, queste ormai non possono più mancare in una buona strategia di social media marketing.

Insomma un buon social media manager dovrebbe essere multitasking, e questo potrebbe essere il motivo per cui avere più competenze porta ad un’ottia affermazione di questa affascinante professione.

Riassumiamo quindi le principali attività del Social Media Manager:

  • pianifica, crea e monitora i contenuti ed i dati ricavati dall’attività sui social network;
  • ha sicure capacità di copy writing e gestione di contenuti multimediali;
  • progetta e definisce campagne di advertising per aumentare l’engagement;
  • sa lavorare in team e gestisce gruppi di lavoro in modo creativo e organizzato;
  • assicura il raggiungimento degli obiettivi di marketing dell’azienda.

Se hai bisogno di alcuni consigli su come svolgere queste attività e raggiungere determinate competenze rivolgiti al nostro team Insocialmedia.

Il Centro Studi Europei EUROTALENTI consente di lavorare nell’ Europrogettazione


Lavorare come Europrogettista fornisce l’opportunità di utilizzare i fondi Europei con progetti specifici.
 
Sono interessati ai contributi Europei Comuni, PMI, Università, associazioni e Scuole, per progetti nei settori Ambientali, Turismo, Sport, Cultura, Energia, Territori, Agricoltura, Ricerca e Innovazione, mobilità giovanile(Erasmus) e Smart City “città diffusa intelligente”.
 
Forniamo queste competenze specialistiche di Europrogettista con un Master di Alta formazione che permette di lavorare subito nel settore dell’ Europrogettazione.
 
La figura professionale dell’Europrogettista è la più richiesta sul mercato del lavoro.
 
Eurotalenti è sinonimo di progetti realizzati dagli Eccellenti Talenti Europei.
https://www.eurotalenti.it/master-2

SCUOLA DI CUCINA PROFESSIONALE: I SEGRETI DELLA FORMAZIONE PER TROVARE LAVORO COME CHEF, CUOCHI, PASTICCERI E PIZZAIOLI

Se stai pensando a fare della tua passione una professione o trasformare la tua bravura in eccellenza, questo articolo può esserti utile.

Come mai oltre 3500 strutture in Italia scelgono le nuove leve tra gli allievi dell’Accademia Italiana Chef?

Anche il ristorante migliore del mondo, l’Osteria Francescana, oppure pasticcerie ultrarinomate come Knam o Salderiso, accolgono tra i loro stagisti gli allievi di questa Accademia.

Questo ha portato questa scuola ad avere un record dell’85% degli allievi che trovano lavoro entro 2 mesi dal Diploma.

QUALI SONO I MOTIVI DI QUESTO SUCCESSO?

Dopo oltre 10 anni di attività che ha visto l’Accademia Italiana Chef espandersi aprendo 6 sedi in Italia, sono stati rintracciati e sono principalmente due.

UN MODELLO DI FORMAZIONE UNICO

Il primo di questi motivi è lo speciale modello di formazione. Tutti i programmi educativi sono progettati a Norma Europea ISO 29990 specifica per i corsi in ambito culinario. Dal sondaggio di finie corso, obbligatorio e previsto dalla normativa europea, il tasso di soddisfazione degli allievi sfiora la perfezione con un invidiabile 98,8% (dati rilevati anno 2019).

Teoria e Pratica in perfetta sequesnza

Ogni corso comprende i basilari che la Comunità Europea definisce come i corretti standard della formazione professionale: lezioni accademiche, corso HACCP, stage curriculare, esame finale. Andando nello specifico è stato osservato che le lezioni accademiche puntano a dare gli strumenti del mestiere ma allo stesso tempo a mantenere nell’allievo una estrema flessibilità creativa. Questa non è una cosa da sottovalutare visto che è l’elemento chiave ricorrente in tutti i sondaggi: chi mette gli annunci di lavoro, e di conseguenza sceglie se assumere o meno, ritiene che uno dei principali problemi delle nuove leve sia la capacità di integrarsi. Ogni ristorante, pasticceria o pizzeria, ha i sui standards, i suoi metodi di lavoro, le sue ricette. Se un allievo arriva in stage con una mente troppo legnosa e preimpostata rischia di non sapersi adattare. Ecco che uno studio dei principi, piuttosto che delle ricette, crea nell’allievo una maggiore comprensione e flessibilità perchè gli permette di adattarsi alle variazioni che ogni chef immancabilmente effettua per personalizzare le sue creazioni.

ALLIEVI CON UNA MARCIA IN PIU’

Il secondo motivo è probabilmente da ricercarsi nella tipologia di allievi che si rivolgono all’Accademia: studenti estremamente motivati. La maggior parte di loro sono impiegati, commercialisti, idraulici, parrucchieri, camerieri… ma vogliono diventare cuochi, pasticceri o pizzaioli. Persone che hanno realmente voglia di cambiare la loro posizione e seguendo la passione e trasformarla in professione. La motivazione che spinge questa tipologia di allievi è molto più produttiva di chi semplicemente sta ancora cercando qualcosa da fare nella vita.

Per accogliere questo speciale pubblico la scuola di cucina effettua la prima parte del corso, le lezioni accademiche, con un solo giorno di frequenza a settimana.

Quindi una frequaneza ridotta permette loro di effettuare almeno la prima parte del corso senza problemi. La parte, obbligatoria, in cui gli allievi vanno in stage è programmabile, quindi sono molti che riescono ad effettuarlo utilizzando il loro tempo libero. E’ chiaro che l’Accademia Italiana Chef punti su questi super appassionati decisi a cambiare la loro vita visto che sono rari i corsi programmati in modo intensivo.

E PER CHI HA GIA’ ESPERIENZA?

L’Accademia Italiana Chef ha progettato e realizzato, a Norma Europea ISO 29990, anche il corso di Chef Professionista, dedicato a chi ha già esperienza in cucina. Anche questo ha una frequeza di 1 giorno a settimana per permettere a chi già lavora di trasformare la propria bravura in eccellenza attraverso un doppio programma: Cucina Avanzata e Manageriale Avanzato. La soddisfazione da parte degli allievi con il sondaggio a fine corso è 100%.

Ora che conosci i Plus di questa scuola non ti resta che scegliere la sede più vicina a te per avere maggiori informazioni sui singoli corsi.

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SMARTWORKING: Nuove Opportunità di business per lavorare da casa

Nel 2020 stiamo assistendo ad una rivoluzione del modus operandi lavorativo e culturale, a causa anche degli avvennimenti a cui stiamo assistendo con preoccupazione ed incertezze.

Uno dei concetti chiave che ci proiettano verso un cambiamento culturale epocale sicuramente lo Smart Working .
Vediamo nello specifico cosa si intende per smart working e dove trovare delle opportunità di business che si sposano bene con questo concetto.

Per Smart Working innanzitutto intendiamo quel processo di cambiamento della propria organizzazione lavorativa in relazione agli obiettivi, alle priorità, agli spazi di lavoro e agli strumenti tecnologici. Un processo che cambia in modo sostanziale il nostro schema tradizionale di lavorare e che consente un miglior bilanciamento tra qualità della vita e produttività individuale.

Se oggi tutto questo è possibile , lo si deve in particolare modo agli strumenti digitali di cui disponiamo che mirano a semplificare le operazioni e soprattutto ci consentono di eseguirle anche fuori dal nostro spazio lavorativo e quindi a distanza.

L’obiettivo della digital Transformation è proprio questo : l’applicazione di tecnologie avanzate per connettere persone, spazi, oggetti ai processi di business, con l’obiettivo di aumentare la produttività, innovare, coinvolgere persone e gruppi di lavoro.

In quest’ottica possiamo menzionare un portale che ha sposato in modo totalitario il concetto di smart working a chi desidera di trovare opportunità di business innovative e per chi già era addentrato nel settore lavorare da casa : JOB4NET

Job4net è il primo Network Globale dedicato alle Opportunità di Business nel quale è possibile cercare non un lavoro tradizionale, bensì delle opportunità di lavoro che sposano il concetto dello smart working: Organizzazione, Connessione ad Internet – Uno Spazio Aperto e variabile.

Su Job4net potrai trovare opportunità nel settore Digitale e dell’ Online Business come: l’affiliate Marketing, il Network Marketing, l’ecommerce, Il Self Publishing, il Real Estate o investimenti in Cryptovalute .

Una community di esperti e di chi è alla ricerca di cambiare il proprio asset lavorativo o vuole solamente intraprendere un nuovo business per diversificare le sue entrate.

Entra a far parte anche tu del Network Job4net: Iscriviti gratuitamente oggi stesso e scopri nuove Opportunità di Business online.

Ti aspettiamo!

Impariamo a programmare in C e C++

Vuoi imparare a programmare nei linguaggi C e C++? Clicca su WWW.SITOSERIO.IT e accedi al portale “C++, imparare a programmare”. Nato nel 2001 dall’idea dell’ingegner Vincenzo Capuano, in modo facile, veloce e soprattutto gratuito potrai scaricare o consultare online una infinità di documenti utili o addirittura indispensabili, dai manuali e tutorial ai programmi svolti, fino ai compilatori C e C++ per eseguire il codice prodotto.

Il sito web, unico nel suo genere in Italia, offre sia pagine dedicate alla teoria, che alla pratica con una serie di esercizi, ponendosi come una guida di riferimento per tentare di risolvere rapidamente problematiche che richiederebbero un lungo approfondimento e che a volte capita di non potere effettuare per mancanza di tempo. Sono presenti inoltre trucchi ed esperienze di tutti i giorni, elementi questi che difficilmente si riscontrano in documentazioni ufficiali. Sitoserio.it è uno strumento educativo rivolto a studenti, professionisti, semplici appassionati o curiosi, il tutto ovviamente GRATIS!

Come lasciare tutto e partire per lavorare all’estero

La sfida di Alessandra

Andare a lavorare all’estero: a volte una necessità, altre un bisogno di affermarsi o crescere a livello professionale, altre ancora un semplice desiderio di avventura. Scoprire luoghi nuovi e culture diverse, realizzare un sogno, un progetto, buttarsi nella mischia o, più semplicemente, cambiare aria per qualche tempo.

È proprio vero: ognuno ha la sua storia da raccontare, i suoi variopinti obiettivi, la sua lista di successi e di sconfitte, eppure il risultato non cambia. Il viaggio è sempre il miglior maestro di vita.

Ecco perché vogliamo condividere con tutti voi la storia di Alessandra Rovetta, intervistata per la rubrica dedicata al mondo del lavoro “Lavoro Domani” dal CEO di Corsidia, Duccio Armenise.

– Potete ascoltare l’intervista nella versione integrale su Youtube

La sua storia è fatta di emozioni contrastanti e sfide giocate contro le proprie paure. Alessandra infatti ci racconta che andare a lavorare all’estero è stato significativo non solo per la padronanza di una lingua o per la sua carriera, ma anche per il viaggio interiore che ha compiuto dentro sé stessa, mettendosi alla prova, uscendone trasformata. Diversa.

Ironia della sorte, tutto ha inizio con una cattiva notizia: è il dicembre 2018 ed Alessandra, giovane laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, dopo il secondo stage semestrale presso un’azienda, si ritrova disoccupata.

“Mi sono detta: adesso o mai più” è così che la nostra intervistata inizia a raccontare il percorso che l’ha condotta dall’aula di una scuola di inglese a Milano fino a Londra passando per un viaggio studio in Canada, in mezzo a tanti curriculum in inglese e colloqui telefonici “da incubo”.

Per qualche mese Alessandra frequenta un corso di inglese a Milano, presso la scuola “WorldBridge”, dove allena la conversazione e ripassa la grammatica fino a raggiungere il livello “B2”, cioè il livello minimo consigliato per cercare lavoro all’estero.

Qual è il tuo livello di partenza? Scoprilo subito con questo test di livello inglese online perché è gratuito ma soprattutto è uno dei pochi a dirti subito il risultato senza richiedere registrazione.

Andare a vivere all’estero è ormai per lei un obiettivo irrinunciabile, inizia così ad inviare curriculum in inglese e fa alcuni colloqui telefonici in lingua. Non ricevendo esiti positivi prenota un viaggio studio organizzato da ESL a Vancouver, in Canada. E’ proprio poco prima di partire, però, che Alessandra riceve una notizia inaspettata: un’azienda ha rivalutato la sua candidatura ed è pronta ad aspettarla.

“Il Canada mi piaceva moltissimo: ero coccolatissima dalla signora che mi ospitava, un’attrice. Ogni mattina mi faceva i pancake, poi filavo a lezione dove per 5 ore facevo conversazione o esercizi. Essendo lì perché interessata a lavorare, ho fatto anche un corso specifico sulla ricerca del lavoro. E’ stato molto utile ma era come se fossi in vacanza. Mi sentivo in un ambiente protetto.”

Dopo un mese a Vancouver la nostra Ale vola in UK dove si trova catapultata in un mondo di ostacoli, burocrazia, documenti, obblighi, scadenze, usanze, convenzioni, cose da organizzare, da ricordare, da fare tutta da sola. Insomma un turbinio che la porta, per i primi due mesi, a dubitare fortemente della sua scelta.

“Sono arrivata a Londra il 28 marzo senza nemmeno il bagaglio e dopo 3 giorni ho iniziato a lavorare. Ho avuto davvero paura di non farcela. Ci ho messo due settimane per aprire un conto, tutti parlavano con accenti diversi e troppo velocemente. Sul lavoro poi, devi dare il 100% e non puoi permetterti sconti: devi scrivere documenti in inglese e ascoltare più persone contemporaneamente durante le riunioni. Ormai ci ho fatto l’abitudine, ma all’inizio è stata proprio dura.”

Lavorare all’estero, però, significa soprattutto vivere all’estero, cioè farsi nuove amicizie, tessere legami importanti, allontanarsi piano piano dal vecchio quotidiano abbandonandosi al nuovo. Adesso, dopo un anno, Alessandra ha la sua cerchia di amici con i quali esce a divertirsi, un fidanzato che la sostiene e la incoraggia, una dimestichezza acquisita rispetto ai modi di porsi, le convenzioni sociali, le abitudini semplici.

La storia di Alessandra può esserci utile perché ci dà spunti di esercizio e passione, di studio e di pratica, perché nonostante tutti i suoi dubbi e la sua dolcezza vediamo davanti ai nostri occhi una ragazza determinata e forte, che ha preso in mano la sua vita e l’ha modellata secondo i suoi desideri.

Eppure, tutte queste conquiste, queste vittorie, non fanno altro che volgere il pensiero di Alessandra verso l’Italia.

“Il richiamo di casa: quando sei via lo senti di più.
Infatti non credo che starò qui per sempre, voglio tornare a casa.
Le mie radici sono lì, e lì restano.”

Il curriculum è morto, viva il curriculum!

Il curriculum è morto, viva il curriculum!

“Ma il curriculum serve ancora?”. Quante volte ve lo siete chiesto? E quante altre ve lo chiederete ancora, andando avanti di questo passo. Succede infatti ciclicamente, nel mondo del recruiting, che a un certo punto qualcuno alzi la mano e provi a convincerci della morte del CV. Vale a dire della sua inutilità. Sembra perfino scontato dire che, se siamo ancora qui a parlarne, si è trattato tutte le volte di cantonate colossali: il CV non solo non è mai morto, ma anzi gode pure di ottima salute.

Certo, prima di tutto c’è da intendersi sui termini: che cosa diciamo, di preciso, quando diciamo CV? Perché è chiaro che se cercassimo in un curriculum di oggi le tracce dello stesso strumento usato quarant’anni fa, anche noi saremmo costretti a considerarli due cose distinte. Quel primo CV non esiste più, è vero. Ma non esiste più in quanto già rivive nel secondo: la sua versione evoluta.

Per il curriculum, infatti, vale lo stesso principio che vale per la televisione; e il gioco del calcio; e il modo in cui prepariamo da mangiare; e saltiamo con l’asta; e riscaldiamo casa. Come tutte queste cose, anche il CV è morto tante volte negli anni; ma altrettanto evidente è come sempre sia risorto, poi, dalle sue ceneri. E abbia ogni volta ripreso il suo posto, a metà tra recruiter e candidato.

Nel corso delle epoche il CV ha cambiato ripetutamente forma, dimensione, contenuto, ogni tanto caratteri, qualche volta colore, perfino il gusto (sì, il gusto). Dovessimo sintetizzare al massimo la sua genesi, diremmo soprattutto che il CV si è molto alleggerito rispetto al passato. Si è fatto più rapido. Più intuitivo. Ha registrato più di un cambiamento nella gerarchia valoriale delle competenze, e infine ha retto il contraccolpo portato dall’alba della rivoluzione tecnologia. Morto ogni volta, certo, ma ogni volta rinato.

Di esempi, di queste spettacolari resurrezioni del CV, se ne trovano quanti ne volete in giro per il web.

C’è quella di Philippe Dubost, per dire, web product manager diventato negli anni una specie di star della rete, che ormai qualche annetto fa scelse di mettersi – letteralmente – in vendita. Dove? Sul più grande mercato globale, naturalmente: Amazon. La sua pagina prodotto, un fake di una normale pagina del gigante americano compilata come fosse un CV in piena regola (con tanto di scarpe da ginnastica e biglietti aerei a ricordarci l’importanza degli hobby nel novero delle attitudini personali), è ancora lì a mostrarci come tempi e strumenti possono pure cambiare, ma la validità del curriculum, la sua centralità nel processo di avvicinamento al lavoro, quella resta invariata.

Curioso è stato poi anche il caso di April Hansen, che ha cercato di attirare l’attenzione su di sé prendendo i recruiter per la gola. In senso metaforico, stavolta. A questa giovane grafica newyorkese dobbiamo infatti le prime Adobe Suite Chocolate Bars: nient’altro che semplici barrette di cioccolato dalla forma quadrata; sulle cui confezioni, che richiamano il più celebre programma di grafica al mondo, al posto dei classici valori nutrizionali, sono state impresse tutte le informazioni necessarie al recruiter. Ma proprio tutte.

Altro caso da tenere a mente prima di dare per spacciato il CV, è quello di Nicolas Garcia. Per portarsi a casa uno stage come grafico in una società di Amsterdam, questo ragazzo si è raccontato in un curriculum in formato Monopoli. Vale anche l’esempio di Ruben Delgado, con la sua idea piuttosto audace di CV-prosciutto(rimborsabile con un prosciutto “vero” in caso di contratto, si è sentito in dovere di chiarire). Notevolissima anche la trovata di Benoît Finck: per mettersi in mostra con i recruiter di un’agenzia di comunicazione specializzata in entertainment, questo ragazzo francese si è messo lì, di santa pazienza, e ha creato il suo CVassemblando una decina di spezzoni di film e serie TV – Game of Thrones; Narcos; House of Cards; Orange is the new Black – in modo che creassero un messaggio chiaro e coerente col suo profilo. Un mash-up che non dev’essere dispiaciuto al potenziale datore di lavoro, visto che con l’annuncio, anche lui, non è che ci fosse andato poi troppo leggero.

L’ultimo in ordine di tempo a dimostrarci quanto il curriculum – contrariamente a quanto si pensi – goda ancora di una certa tempra, è stato però Alexis Massia. Sviluppatore web, a questo ragazzo – e alla sua passione per i videogiochi – dobbiamo infatti il primo formato di curriculum interattivo liberamente (e magistralmente, aggiungiamo noi) ispirato a Super Mario BrosUn videogioco in piena regola, ecco che cosa si è inventato Alexis. Nel quale, proprio alla maniera del celebre videogioco Nintendo, bisogna guidare il personaggio per conquistare tutte le competenze che compongono il profilo professionale di Alexis.

Un colpo di genio. Una furbata prodigiosa. O, per meglio dire, un’autentica testimonianza di personalità – ovvero ciò che un CV dovrebbe sempre essere – che ci racconta bene di come anche in piena bolla tecnologica, anche in tempi di intelligenza artificiale e algoritmi predittivi e gamification a presidio del mondo del recruiting, il CV, tutto sommato, sia ancora lì, immobile, al suo posto nel processo di selezione.

Monster.it

Consigli per cercare lavoro

Consigli per cercare lavoro

Cercare un nuovo lavoro è spesso un compito arduo. Se siete disoccupati o desiderate cambiare lavoro, perché una ricerca di lavoro abbia successo è necessario comunque impiegare molte ore e parecchia energia. Come rimanere concentrati e positivi durante la ricerca di lavoro? Per scoprire i nostri consigli per cercare lavoro, continuate a leggere.

Createvi un piano seguendo i consigli utili per cercare lavoro

Fin dall’inizio, è utile creare una pianificazione e una lista di obiettivi per la vostra ricerca di lavoro. Il primo tra i consigli per cercare lavoro è di prefissarsi un po’ di tempo ogni giorno per spedire curriculum vitae, fare networking e un po’ di telefonate. Compilate una “To-Do” list quotidiana e tenete un elenco dettagliato dei passi compiuti per la vostra ricerca di lavoro. È importante avere una visione d’insieme di chi avete contattato e di cosa vi siete detti; e inoltre ricaverete un grande senso di orgoglio nel rendervi conto di tutto quello che avete compiuto e di come starete affinando le vostre capacità organizzative.

Siate attivi e aggiornati sui social

Oggigiorno, tra i principali consigli per cercare lavoro, viene menzionato l’utilizzo dei social. Create e aggiornate i vostri profili su siti di networking professionale come LinkedIn o Xing. Il vostro profilo Linkedin per esempio ha più probabilità di attirare l’attenzione se siete attivi, quindi cercate di postare spesso contenuti. Potete anche utilizzare tali siti per espandere il vostro network: conoscere persone nuove è la chiave per una ricerca di lavoro di successo. Molti hanno trovato lavoro attraverso i social, quindi utilizzateli a vostro vantaggio.

Imparate qualcosa di nuovo

È fondamentale prendervi del tempo per imparare qualcosa di nuovo all’interno del vostro settore di competenza e diventare degli esperti. Il mercato del lavoro è altamente competitivo, di conseguenza lauree specialistiche e certificazioni vi rendono più appetibili per dei potenziali datori di lavoro. I nostri consigli per cercare lavoro, visto che la tecnologia è in continua evoluzione, vi spingono verso un aggiornamento continuo, che sia in grado di accrescere notevolmente le vostre possibilità di trovare lavoro. Iscrivetevi a corsi e seminari, anche online: imparare una nuova competenza è anche una grande iniezione di fiducia. Insomma nutritevi di quanta più informazione possibile.

Siate pazienti e rimanete positivi

Questo, tra i consigli per cercare lavoro, è forse il più difficile da mettere in pratica! Il processo di ricerca di un lavoro può essere lungo, difficile e frustrante. È importante rendersi conto che cercare lavoro richiede tempo e che molti fattori sono fuori dal vostro controllo. Tenersi occupati e attivi con i consigli per cercare lavoro riportati poco sopra, è un ottimo modo per stare su di morale e sopravvivere a una ricerca di lavoro. Ritagliatevi del tempo per gli amici e per la famiglia e concedetevi un po’ di relax: dovete infatti cercare di mantenere il giusto equilibrio nella vostra vita. Essere positivi, sani e di buon umore è uno dei fattori essenziali perché la ricerca di lavoro abbia successo.

Michael Page