Guadagnare da casa: fare soldi da casa tua!

Заработать деньги из дома: заработать деньги из своего дома!

Cosa si intende per Guadagnare da Casa

Prendere in considerazione la possibilità di fare una seconda attività, che ci consenta magari di lavorare da casa e guadagnare, è oggi divenuta più che una semplice ambizione, una necessità per molte persone.

La crisi economica, le tante difficoltà legate al mondo del lavoro, e gli stipendi che a volte non sono sufficienti a garantirci un tenore di vita adeguato, stanno spingendo molte persone verso la ricerca di un guadagno alternativo, di un sistema legale ed onesto per produrre un reddito “extra” che possa rappresentare la soluzione a questo tipo di problema.

Lavorare da casa è una soluzione sponsorizzata su molti siti internet e presente nel circuito pubblicitario di molti “motori di ricerca”, la qual cosa potrebbe voler significare che trovare un lavoro alternativo da svolgere da casa sia una operazione semplice e veloce.

Purtroppo non è sempre così, e le possibilità di imbatterci nei cosiddetti “siti civetta” ed incappare nella “bufala” di turno sono molto alte. Su questi siti internet viene pubblicizzata la possibilità di guadagnare somme di denaro notevoli nel giro di pochissimi giorni: “guadagnare da casa 2500 Euro al mese”, “come smettere di lavorare”, “guadagna anche tu senza uscire di casa” e cose di questo genere.

Sebbene il giro d’affari dietro questo fenomeno sia notevole, ci troviamo spesso in presenza di veri e propri “specchietti per le allodole”, in cui ci viene chiesto denaro in cambio della possibilità di lavorare da casa.

Un’attenta selezione dei Migliori Robot presenti sul mercato per la negoziazione di Opzioni Binarie e criptovalute in automatico:

Dal momento che le opzioni binarie sono divenute anche in Italia dopo il successo in Francia ed Inghilterra il nuovo modo di fare trading online, moltissimi sono i traders che investono parte dei loro risparmi con risultati più che soddisfacenti. Ma non solo, ultimamente anche il trading criptovalute sembra ottenere un discreto successo, soprattutto con le nuove piattaforme criptovalute.

Guadagna da casa con il trading in opzioni binarie

Facile come fare una qualsiasi previsione, con le opzioni binarie si deve dapprima scegliere una risorsa finanziaria tra quelle presenti sulle piattaforme di trading (azione, Indice, Materia prima o valuta Forex) e stabilire quale direzione di prezzo assumerà l’asset dal momento dell’acquisto fino alla scadenza (30/60/90/120 secondi, ecc …).

Semplici come bere un bicchiere d’acqua, vediamo di capire meglio come si svolge un commercio binario.
Le opzioni binarie riguardano il comportamento dei prezzi relativi a coppie di valuta (
Forex), azioni, materie prime o indici di Borsa.

Si sceglie una di queste attività (titolo azionario della IBM o piuttosto una coppia di valuta) e si determina in quale direzione (più alto o più basso) si verificherà la variazione di prezzo corrispondente all’Asset.

Considerando la scadenza dell’opzione, ovvero il lasso di tempo entro il quale la variazione dovrà avere luogo, facciamo il nostro investimento.

Ti chiedi “Non so cosa fare!”? Ecco 10 Super Dritte per Intraprendere il Business Adatto a Te

Quante volte hai esclamato “non so cosa fare della mia vita”, quante volte ti sei trovato dinanzi a una situazione di stallo, come se ti trovassi all’interno di una bolla?

Trovare la propria strada non è sempre semplice e la risposta esatta non la si trova sempre in tenera età. Quando siamo piccoli ci chiediamo “Cosa fare da grande”, poi questa domanda si ripete durante il percorso scolastico e persino durante quello lavorativo specie se siamo ancora molto giovani.

In realtà però il non sapere cosa fare o quale strada prendere può capitare anche a trenta, quaranta e per qualcuno persino oltre quest’età. Se la tua domanda e ossessione al momento è “non so cosa fare nella vita”, allora ho un suggerimento che potrebbe darti il coraggio per prendere una scelta.

Hai mai pensato a sviluppare un business adatto a te? Questa forse è la risposta che stai cercando da tempo alla tua domanda, se non sai cosa fare, intraprendere un progetto in cui credi potrebbe essere la soluzione migliore.

Se ti stai convincendo e hai deciso che è arrivato il momento di avviare un’attività, se pensi di avere un’idea brillante e stai cercando di comprendere se avviare un nuovo business adatto a te è fattibile, allora in questa guida troverai tutte le risposte che cerchi.

Infatti, quando si sceglie di avviare un business è normale porsi tante domande come: Quale sarà il business giusto e come lo devo scegliere? Sono tagliato per diventare un imprenditore? Eccetera, eccetera…

Partiamo però da una premessa sacrosanta.

Lavora con passione e il denaro arriverà… se sei in grado di pianificare

Tutte le imprese che hanno successo alla base hanno una forte passione, amore per il lavoro, voglia di sacrificio e tenacia. Può sembrare una frase fatta o una cosa utopistica, ma non è così! Tutte queste caratteristiche sono la base di un’idea di business di successo.

Questa filosofia è stata adottata da tantissimi imprenditori di successo. Certo ci sono persone che hanno seguito le loro passioni senza ottenere i giusti risultati ma il problema in questo caso è un altro, ossia la strategia.

La passione, il cuore e l’amore per quello che si fa è molto importante, ma al contempo bisogna far lavorare la testa, bisogna avere una strategia, essere pronti a lavorare con metodo e cognizione di causa.

Il prodotto che vendi non dev’essere solo la rappresentazione di ciò che ami, ma dev’essere proposto in modo tale da far innamorare anche gli altri.

Sono tanti gli scenari negativi che potrebbero farti abbandonare un’idea o un progetto, ad esempio tra i più comuni troviamo:

  • Sei appassionato di uno specifico settore, ma non lo è nessun altro. Allora a chi devi vendere il tuo prodotto? Non puoi vendere alla gente qualcosa che non vuole comprare.
  • Qualcun altro ha già avuto la tua stessa idea. Magari hai una buona idea, ma il mercato è molto di nicchia e qualcuno ti ha già battuto sul tempo. Allora pensaci bene, se puoi fare meglio parti se invece non puoi allora cambia idea di business.
  • È un mercato saturo. Se entri in un mercato altamente competitivo potresti avere grandi difficoltà ad emergere, in questo caso puoi amare al massimo il tuo business, ma se devi confrontarti sempre con la concorrenza, potresti non riuscire ad emergere. Se ti trovi in questa situazione, prova a pensare ad una declinazione del tuo prodotto o servizio in un settore di nicchia.
  • Sottovaluti il progetto. Se hai la passione ma non valuti i costi, i tempi, il periodo di incubazione, il processo di commercializzazione, i costi necessari e la tua vita personale non potrai andare da nessuna parte! Quindi come ti ho detto prima ricordati che la progettazione è molto importante!

Dunque, perseguire una passione è importante, un obiettivo ammirevole ma bisogna farlo con cognizione di causa, c’è la necessità di comprendere se quello che ti appassiona e anche quello che ti farà guadagnare.

Quindi, mentre perseguire la tua passione è un obiettivo ammirevole, farlo con l’esclusione di ogni ragione e responsabilità non lo è.

Prendi il meglio e avvia il tuo business

Come abbiamo visto la strada migliore per riuscire ad avviare un business di successo è riuscire a far lavorare al meglio il cuore e la testa. Quindi la passione è importante quanto la pianificazione.

Ma vediamo un attimo come riuscire a trovare una fonte di idee per il tuo business, prima della ricerca formale infatti hai bisogno di un’idea reale.

Per trovare un’idea per avviare il tuo business devi:

  • Andare alla scoperta di te: scopri ciò che ti appassiona veramente e cerca di capire come renderlo un business vincente
  • Trovare l’ispirazione: se l’idea ti è venuta da un giorno all’altro non vuol sempre dire che sia malvagia! Magari sei sulla strada giusta, ma per scoprirlo devi solo comprendere se la tua idea può avere un mercato di riferimento.
  • Osservare: pensa esiste un prodotto o servizio che vorresti fosse più accessibile o più economico? Puoi realizzare questo prodotto per riuscire a soddisfare un bisogno insoddisfatto? Se la risposta è si allora hai trovato il business adatto a te.
  • Imitare: non ti sto dicendo di copiare alla pari un’altra idea di successo. L’imitazione deve limitarsi al modello di business. Ossia trovi un modello di business vincente in un altro settore e cerchi di replicarlo in un mercato diverso. Oppure puoi intraprendere l’affiliazione ad un franchising se vuoi seguire e partecipare al successo di un’azienda specifica.

I metodi per ottenere un’idea sono davvero tanti, non importa da dove derivi, l’importante è ciò che sei in grado di fare con essa. Cosa sei in grado di fare con la tua idea? Sai renderla un progetto che ti aiuti a guadagnare? L’idea è solo l’input esterno, poi ci vuole la pianificazione e assicurarti che ci sia un mercato per la tua idea.

Un altro sistema per trovare un’idea vincente fatta su misura per te è fare il Quiz di Intraprendere cliccando il banner il qui sotto:

Infine, per riuscire a capire se la tua idea può essere vincente puoi: chiedere un parere sincero e spietato ad amici e familiari.

Avere delle conferme sincere può aiutarti ad intraprendere un business che possa davvero determinare il tuo successo e darti l’obiettivo che cercavi nella vita.

Infine, se pensi di non riuscirci solo con le tue forze cerca qualcuno che ti aiuti a fare una ricerca di mercato, che possa sostenerti nella realizzazione di un business plan, e nella completa pianificazione del tuo progetto.

I 10 step per intraprendere il business adatto a te

Se non sai cosa fare o non sai come iniziare a cambiare la tua vita, devi sapere che per approcciarti al mondo imprenditoriale hai bisogno di un processo scientifico e metodico. Devi identificare un bisogno, capire il mercato e devi creare un’attività che possa rispondere alle esigenze di qualcuno.

Quindi per capire come scegliere il business adatto a te devi:

  1. Identificare il settore che ti interessa maggiormente (la passione è sempre alla base del successo);
  2. Cercare i tipi di attività commerciali, i modelli di business e le aziende di successo che operano nel settore;
  3. Eseguire una ricerca di mercato, devi capire dove c’è un bisogno che non viene attentamente soddisfatto, per fare questa ricerca puoi basarti su dati: geografici, sul prezzo, o sulla tipologia di prodotto e servizi complementari, ecc…
  4. Analizza la concorrenza: una delle cose più importanti da fare è sicuramente analizzare la concorrenza, vedere i suoi punti deboli, e valutare in cosa puoi essere migliore;
  5. Sviluppa un business plan preliminare che soddisfi tale esigenza;
  6. Conduci ricerche di mercato per capire se: la gente lo comprerà? Gli serve realmente? Avrò un pubblico interessato alla mia attività?
  7. Rivedi il tuo piano aziendale e determina i requisiti necessari per un finanziamento;
  8. Se hai necessità cerca un istituto di credito o un investitore;
  9. Rivedi il tuo business plan, i tuoi investimenti futuri e valuta come partire con la tua impresa.
  10. Infine, non ti resta che iniziare la tua attività.

I 10 passi che ti ho illustrato non li puoi percorrere certo dall’oggi al domani, ognuno di questi prevede: studio, competenze e tanto lavoro.

Avviare un proprio business è laborioso e questo può sembrare un approccio difficile, ma sicuramente sono i passi giusti per costruire una strada che ti aiuti ad arrivare all’obiettivo di business che ti sei imposto.GRAZIE A QUESTO OBIETTIVO, NON DOVRAI PIÙ DIRE “NON SO COSA FARE NELLA VITA”, PERCHÉ ADESSO AVRAI UN PROGETTO SUL QUALE LAVORARE.

Questo è l’approccio giusto per ottenere il massimo dalla tua idea e dal tuo futuro business.

Cura Italia, nuovi dati Inps: cassa in deroga versata solo a 4.149 lavoratori. 208mila i congedi parentali, 66mila i bonus baby sitter

Cura Italia, nuovi dati Inps: cassa in deroga versata solo a 4.149 ...

In forte ritardo la Lombardia, che si è attivata venerdì scorso e ha presentato solo 37 domande. L’Emilia-Romagna invece ha decretato 3.449 pratiche, il Veneto 3.459, la Campania 8.999. Il Lazio totalizza ben 29.684 domande di cui 4.883 già autorizzate. Poi però vanno girate all’istituto per il pagamento

L’Inps ha diffuso nuovi dati sugli ammortizzatori e gli altri aiuti previsti dal decreto cura Italia per fronteggiare l’impatto della crisi da coronavirus sull’occupazione. Al 22 aprile il totale dei beneficiari di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario è di 6,7 milioni di beneficiari. Tra questi, 4,2 milioni hanno ricevuto i soldi attraverso un anticipo versato dal datore di lavoro. I pagamenti diretti da parte dell’Inps sono invece arrivati a 76.585 beneficiari a fronte di 56.769 domande per 218.500 beneficiari. Va molto a rilento la Cassa in deroga gestita dalle Regioni: solo 4.149 i beneficiari pagati. Quanto agli aiuti per i genitori, al 20 aprile erano 208.515 i congedi parentali e 66.571 i bonus baby sitter da 600 euro per Covid-19.

Per la Cassa integrazione ordinaria le domande inviate dalle aziende sono state309.485 di cui 122.803 con pagamenti a conguaglio e 186.682 con pagamenti diretti. Sono state autorizzate 219.295 domande. Per quanto riguarda l’assegno ordinario, le domande inviate ai Fondi sono 152.382 per 2.414.685 beneficiari, di cui 1.206.651 con pagamento a conguaglio e 1.208.034 con pagamento diretto.

Quanto alla cassa in deroga, molto dipende dalla rapidità con cui si sono mosse le Regioni nell’autorizzare le domande, che vengono poi girate all’Inps per il pagamento. In forte ritardo la Lombardia, che si è attivata solo venerdì scorso e ha presentato solo 37 domande. L’Emilia-Romagna invece ha decretato 3.449 pratiche, il Veneto 3.459, la Campania 8.999. Il Lazio totalizza ben 29.684 domande di cui 4.883 già autorizzate. Sicilia e Sardegna non pervenute perché non hanno ancora inviato autorizzazioni. In tutto, i lavoratori che hanno già ricevuto la cigd sul conto sono solo 4.149.

Prospetto Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) attraverso le regioni

NumeroRegioneDomande Decretate RegioneDomande Auto-rizzate INPSDomande PagateBene-ficiari PagatiPrimo invio flusso
33191LOMBARDIA37280015/04/2020
33192EMILIA ROMAGNA34491991307410/04/2020
33192LOMBARDIA47000021/04/2020
33192VENETO34599086010110/04/2020
33193ABRUZZO11300014/04/2020
33193BASILICATA57731511722809/04/2020
33193CALABRIA134426971514/04/2020
33193CAMPANIA89994956639134609/04/2020
33193FRIULI VENEZIA GIULIA3792146714103/04/2020
33193LAZIO29684488342886102/04/2020
33193LIGURIA28652027162914/04/2020
33193MARCHE6362452017035314/04/2020
33193MOLISE87592308/04/2020
33193PIEMONTE704321122810/04/2020
33193PUGLIA1691108434271508/04/2020
33193TOSCANA25658597212307/04/2020
33193UMBRIA9373197613209/04/2020
33193VALLE D’AOSTA4531830015/04/2020
ITALIA64.17522.9362.0384.149

GUADAGNARE CON PADDY POWER

L’arte della scommessa, a dispetto di quanto si possa credere, non si estende solo agli eventi sportivi: esistono, infatti, molti altri settori ai quali è possibile applicare una lunga serie di pronostici convergenti in un eventuale guadagno. Il mercato dispone attualmente di numerosi bookmaker dediti ad una gamma di scommesse molto varia: tra tutti, il bookmaker più completo risulta essere senza alcun dubbio Paddy Power: quest’ultimo, infatti, è solito predisporre scommesse su eventi di ogni genere, le quali interessano anche la politica, il gossip, ed ancora le variazioni climatiche.

Il bookmaker in questione, mettendo numerosieventi in diretta a disposizione degli scommettitori, concede loro un gran vantaggio: chiunque aspiri ad investire le proprie risorse su un determinato evento, perciò, ha la possibilità di usufruire dei canali in collaborazione con Paddy Power. Tale strategia, se affiancata da una considerevole capacità d’osservazione ed un poco d’intuito, può condurre alla formazione di guadagni più che considerevoli. Affinché ciò possa compiersi, comunque, è necessario che lo scommettitore adotti con sapienza tutte i metodi atti a favorirne il percorso.

A questo proposito, può essere molto utile chiamare in causa i numerosi bonus che Paddy Power offre periodicamente ai propri utenti. Alcuni esempi di tale circostanza si concretizzano nel rimborso di € 50 sulla prima scommessa, a condizione che l’utente in oggetto disponga di un conto ricollocabile al bookmaker; un’altra eventualità si risolve nel Super Paddy Power Bonus, ossia un incentivo che viene riconosciuto a coloro che ancora non dispongono di un conto presso Paddy Power: tale bonus consiste nel completo rimborso della prima scommessa effettuata, indipendentemente dal valore e dal risultato attribuibili alla stessa. Premettendo ciò, i bonus offerti ai trader sembrano incentivare un uso sconsiderato del bookmaker in oggetto.

In accordo con le precedenti considerazioni, Paddy Power rappresenta senza alcun dubbio una fonte di guadagno piuttosto elevata, a condizione che i trader sappiano muoversi abilmente fra le insidie che si celano dietro l’universo delle scommesse. Per questa ragione, ogni trader esperto certamente saprà che il proprio successo ha origine dalla capacità di concentrarsi su una pluralità di eventi, trascurando il singolo, e mirando al guadagno di piccole somme, seppure in maniera continuativa; tali strategie dispongono di una validità universale: qualora esse vengano applicate alla validità di Paddy Power, il successo è assicurato.

Frasi utili in inglese per i colloqui di lavoro

фразы

Poche cose fanno sentire le farfalle nello stomaco come un colloquio di lavoro. Spaventa pensare di sedersi e parlare di sé con un potenziale datore di lavoro, anche se si tratta di qualcosa che il 99% delle persone ha affrontato. E doverlo fare in un’altra lingua può essere fonte di ulteriore preoccupazione. Ma niente paura! Con un po’ di pratica (e in tasca qualche frase infallibile in inglese per i colloqui di lavoro ), inizierete la vostra intervista con la stessa freschezza di un gelato in un giorno d’estate.

Per aiutarvi a prepararvi, abbiamo raccolto qualche espressione utile sui temi di cui tipicamente si parla durante una selezione: la propria personalità, i punti di forza, le esperienze e, ovviamente, il motivo per cui volete il lavoro. E poi chi lo sa magari riuscirete ad avere il lavoro dei vostri sogni, magari potrete andare a lavorare all’estero.

Descrivere la propria personalità

All’inizio del colloquio, l’intervistatore (il vostro potenziale capo) cerca di capire se il candidato (voi) è adatto o meno al suo team. Quindi questo è il momento di dimostrare chi siete e perché siete un’ottima persona con cui lavorare. Ecco alcuni aggettivi da usare:

  • easy going: una persona tranquilla, con cui è facile andare d’accordo
  • hard-working: una persona che lavora bene e non è pigra
  • committed: descrive chi si comporta in modo responsabile nei confronti di un progetto o di una persona
  • trustworthy: qualcuno di cui ti puoi fidare
  • focused: chi non si distrae facilmente
  • methodical: una persona che fa attenzione ai dettagli e che lavora in modo logico
  • proactive: chi prende l’iniziativa per portare a termine dei compiti in modo autonomo

Potreste dire: I’m easy-going (“Sono tranquillo”) oppure “I’m a/an easy-going person/employee/worker” (“Sono una persona/un impiegato/un lavoratore tranquilla/o”).

Descrivere i propri punti di forza

L’intervistatore vorrà anche sapere in cosa siete bravi. Perché? Perché il lavoro per cui vi siete candidati richiede determinate competenze, quindi ora è il momento di spiegare cosa sapete fare!

Alcuni tratti positivi e competenze che i manager cercano sono:

  • organizzazione
  • multitasking, cioè la capacità di fare più cose insieme
  • rispettare le scadenze
  • risolvere i problemi
  • saper comunicare in modo efficace
  • saper lavorare in un ambiente internazionale e con persone provenienti da tutto il mondo
  • saper parlare lingue straniere
  • entusiasmo

Potreste usare frasi come: “I’m good at/I’m skilled at multitasking/working under pressure/working to a deadline” (“Sono in grado di lavorare in multitasking/lavorare sotto pressione/rispettare le scadenze”), oppure “My strength is/are my ability to problem solve/be enthusiastic/speak fluent English” (“Il mio punto di forza è/I miei punti di forza sono la capacità di risolvere i problemi/l’entusiasmo/saper parlare bene l’inglese”) e così via.

Descrivere le proprie esperienza

Se avete già lavorato precedentemente, avrete un’esperienza preziosa da portare a questa nuova posizione. A seconda del tipo di lavoro per cui vi state candidando, potrebbe essere importante sottolineare anche la vostra formazione. Ecco alcune frasi da usare:

  • I have five years’ experience as a waitress/in retail/as a teacher” (“Ho 5 anni di esperienza come cameriera/nelle vendite/come insegnante”)
  • I worked in retail for seven years and was promoted to manager in my second year” (“Ho lavorato nella vendita al dettaglio per 7 anni ed ho ottenuto una promozione a manager durante il secondo anno”)
  • I studied at the University of Queensland” (“Ho studiato all’Università del Queensland”)
  • Iworked for Anderson and Assoc. as a lawyer” (“Ho lavorato presso la Anderson and Assoc. come avvocato”)

Siate pronti a passare in rassegna ed a spiegare i punti principali del vostro CV. Cogliete l’occasione per approfondire le varie parti del CV ed aggiungere maggiori dettagli.

Descrivere i propri obiettivi per il futuro ed il motivo per cui volete questo lavoro

Questo è il momento di dire all’intervistatore perché volete la posizione in discussione. Ad esempio, volete fare esperienza nel vostro campo, apprendere determinate competenze, credete di essere particolarmente adatti per la compagnia o vi sta particolarmente a cuore il settore in cui opera. Queste frasi possono essere d’aiuto:

  • I’m looking to further my skills as a barista/in hospitality, as a childcare worker/in early childhood education” (“Sto cercando di approfondire le mie competenze come barista/nel settore alberghiero, come educatore/nell’istruzione della prima infanzia”)
  • “I want to further my career in physiotherapy/as a physiotherapist, in administration/as an administrator, in retail/as a branch manager” (“Voglio costruire la mia carriera nella fisioterapia/come fisioterapista, nell’amministrazione/come amministratore, nelle vendite/come direttore di filiale”)
  • I believe your company is an important player in its industry” (“Penso che la vostra compagnia sia un attore importante in questo settore”)
  • I feel my skills set is a perfect fit for your team and I can contribute by…” (“Penso che le mie competenze siano particolarmente adatte al vostro team e posso dare il mio contributo, ad esempio…”)

È molto importante sottolineare l’ultimo punto: l’intervistatore vuole essere convinto del fatto che vogliate veramente la posizione. Non esagerate, ovviamente, ma fate in modo di essere chiari a questo proposito.

Impariamo a programmare in C e C++

Vuoi imparare a programmare nei linguaggi C e C++? Clicca su WWW.SITOSERIO.IT e accedi al portale “C++, imparare a programmare”. Nato nel 2001 dall’idea dell’ingegner Vincenzo Capuano, in modo facile, veloce e soprattutto gratuito potrai scaricare o consultare online una infinità di documenti utili o addirittura indispensabili, dai manuali e tutorial ai programmi svolti, fino ai compilatori C e C++ per eseguire il codice prodotto.

Il sito web, unico nel suo genere in Italia, offre sia pagine dedicate alla teoria, che alla pratica con una serie di esercizi, ponendosi come una guida di riferimento per tentare di risolvere rapidamente problematiche che richiederebbero un lungo approfondimento e che a volte capita di non potere effettuare per mancanza di tempo. Sono presenti inoltre trucchi ed esperienze di tutti i giorni, elementi questi che difficilmente si riscontrano in documentazioni ufficiali. Sitoserio.it è uno strumento educativo rivolto a studenti, professionisti, semplici appassionati o curiosi, il tutto ovviamente GRATIS!

Il mutuo a distanza ai tempi del Covid-19

Il mutuo a distanza ai tempi del Covid-19

A causa dell’emergenza Covid-19 anche il mondo delle compravendite immobiliari e dei mutui si trova a far fronte a situazioni nuove ed urgenti, rispetto alle quali non sempre esistono norme, regole e procedure già pronte o collaudate. La situazione è in continuo divenire, con leggi e altri provvedimenti volti a far fronte alle difficoltà impreviste e alle nuove esigenze operative, tutelando allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori ed i cittadini.

Pian piano, in attesa di normative e disposizioni specifiche, tutti gli operatori hanno cominciato ad attrezzarsi per gestire le nuove situazioni e permettere, seppure con possibili difficoltà e lentezze rispetto alla normalità, di garantire almeno le attività essenziali.

Attività di banche e notai sono ritenute essenziali

Le attività delle banche e dei notai sono tra quelle identificate come essenziali dai vari provvedimenti del Governo, quindi è possibile usufruire dei loro servizi. L’invito di ABI, l’associazione bancaria Italiana, è quindi quello di non recarsi di persona in banca, ma di avvalersi per quanto possibile dei servizi a distanza, o di fissare telefonicamente un appuntamento in filiale.

In relazione alle limitazioni alla mobilità e all’attività delle persone, è importante sapere che il cliente può autocertificare, esattamente come per le altre esigenze comprovate di necessità, che l’appuntamento presso la banca o il notaio riveste carattere di urgenza e di necessità e non può essere prorogato. Egli è quindi autorizzato a circolare per tale fine e non potrà essere sanzionato o denunciato.

Le attività di banche e notai, come detto, proseguono seppure con accortezze e limitazioni, e si stanno via via attrezzando anche per effettuare interazioni che consentano di completare ampie parti dell’iter amministrativo a distanza, riducendo gli spostamenti e i possibili contatti tra persone.

Peraltro è chiaro che la situazione Covid-19 rende quanto mai complicato, incerto e rischioso organizzare appuntamenti e visite presso le varie banche per informarsi sulle offerte di mutuo o presentare una richiesta di finanziamento. È invece semplice, comodo e sicuro avvalersi dei servizi di un broker online di fiducia come MutuiOnline.it, che consente di confrontare le offerte di 36 banche e individuare le più convenienti: il risparmio medio per un mutuo di acquisto casa è di quasi 1.000 euro l’anno, e arriva a superare gli 80.000 euro per un mutuo di surroga.

MutuiOnline.it mette a disposizione consulenti dedicati

consulenti professionali MutuiOnline assistono a distanza tutti i clienti con informazioni aggiuntive, chiarimenti e dettagli, senza necessità quindi di recarsi una o più volte presso le filiali bancarie, permettendo così di costruire il proprio mutuo secondo i parametri più coerenti e indicati per le specifiche esigenze di ogni cliente in termini di importo, tasso, rata, costi e altre caratteristiche utili per personalizzare al meglio il finanziamento e con il vantaggio di individuare le banche più idonee a ricevere la richiesta di finanziamento e a migliorarne sensibilmente le possibilità ed i tempi di approvazione.

L’assistenza dei consulenti MutuiOnline consente inoltre a ciascun cliente di scegliere il proprio mutuo in modo consapevole e accorto, con la massima tutela e sicurezza per il suo bilancio familiare. La richiesta di mutuo può essere inviata direttamente online, in modo da ricevere un parere di fattibilità dalla banca entro uno o due giorni lavorativi, compatibilmente con le procedure ed i tempi rallentati dall’emergenza in corso, e il consulente MutuiOnline può fornire informazioni utili anche al riguardo della documentazione che sarà necessario fornire alla banca e degli altri adempimenti burocratici previsti.

Le tecnologie ed i servizi a distanza possono quindi offrire soluzioni evolute, affidabili e risolutive per tutta la fase più rilevante del percorso di un mutuo: quella della raccolta accurata delle informazioni e della scelta consapevole, senza doversi muovere da casa. Anche la preparazione della fase amministrativa e documentale può essere semplificata e velocizzata, riducendo al minimo essenziale le occasioni di doversi recare in filiale. Se, infine, si opta per una banca online, l’intero procedimento può essere svolto a distanza, senza uscire da casa, fino ad arrivare alla vera e propria stipula ed erogazione del mutuo.

Tutto estremamente utile e sicuro, soprattutto quando situazioni come quella attuale rischiano di rendere impossibile procedere alla scelta che si vorrebbe se non con rischi di incertezze e disorganizzazione oltre che di salute. E sempre con il proprio consulente MutuiOnline a disposizione per informazioni, verifiche e assistenza durante tutta l’istruttoria del mutuo.

IL LAVORO CHE FAI È QUELLO GIUSTO PER TE? ECCO 5 SEGNALI PER SCOPRIRLO

5 SIGNS THAT YOU ARE IN THE WRONG JOB from Roland Ofori

Scegliere un percorso di carriera non è sempre facile, capire cosa vogliamo fare della nostra vita professionale e cosa vogliamo diventare può essere un percorso a ostacoli, e in più a volte non è facile distinguere tra una carriera sbagliata e una posizione sbagliata. C’è cioè differenza tra il fare il lavoro sbagliato e fare il lavoro giusto nel posto sbagliato, differenza che la career coach Karen Elizaga mette in evidenza nel suo libro – inedito in Italia – Find Your Sweet Spot: chi fosse infelice del proprio lavoro, ma non sapesse se la frustrazione è dovuta al lavoro specifico o al generale percorso di carriera, può trovare nel libro le risposte che cerca. 

Detto questo, stando al parere degli esperti, un modo semplice e veloce per capire se si è scelto il percorso di carriera sbagliato è chiedersi se ci si riconosce nei 5 segnali seguenti.

1. Il lavoro del capo

Una delle prime domande da porsi per capire se abbiamo sbagliato lavoro è chiedersi se vorremmo fare il lavoro del nostro capo e del capo del nostro capo. In un percorso standard di carriera c’è da immaginarsi che a suon di promozioni arriveremo prima o poi a fare il lavoro di chi si trova sopra di noi. Se però solo l’idea ci fa tentennare è molto probabile che quella carriera non faccia al caso nostro.

2. Questioni di etica

In tutti i lavori c’è sempre qualcosa che facciamo di malavoglia, ma se abbiamo scelto la giusta carriera per lo più dovremmo essere appassionati e soddisfatti di quello che stiamo facendo. Se invece iniziamo a dubitare delle grandi decisioni della nostra azienda, se ci troviamo in disaccordo con le visioni politiche e morali che intersecano il nostro lavoro, è probabile si debba ripensare se davvero vogliamo impiegare le nostre energie per continuare su una linea che, con il passare del tempo, potrebbe addirittura arrivare a disgustarci.

3. Avanzamento di carriera

Qui i casi possono essere due. Se stiamo facendo tutti gli sforzi necessari per progredire nella carriera ma senza alcun risultato, se da anni ci ritroviamo nella stessa posizione con le stesse mansioni e competenze, probabilmente non abbiamo le skill e il talento necessario alla carriera che abbiamo scelto. Non sempre ciò che vorremmo fare coincide con ciò che siamo davvero in grado di fare, e va valutato se continuare a sforzarsi per un lavoro nel quale siamo destinati a non eccellere o scegliere un nuovo percorso.

Dall’altro lato invece se da anni ci troviamo nella stessa posizione e non abbiamo mai fatto nulla per avanzare, non ci siamo formati, non abbiamo studiato, non ci siamo davvero impegnati a dovere, è probabile che quello che stiamo facendo non ci interessa davvero, faremmo meglio a chiederci se per tutta la vita vogliamo essere impegnati in un lavoro che non ci soddisfa.

4. L’orgoglio

Il nostro lavoro non è mai “solo un lavoro”, ma ogni lavoro finisce in qualche modo col descrivere e identificare una parte della nostra persona e del nostro essere. Perciò se non siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo, se anche solo dire dove siamo impiegati ci provoca imbarazzo, faremmo meglio a riflettere se ci troviamo nella giusta posizione.

5. Le lamentele

Se passiamo la maggior parte del tempo, sia a lavoro che a casa, a lamentarci dei nostri compiti e delle nostre mansioni, se i pensieri legati alla nostra carriera sono per lo più negativi, significa che non stimo svolgendo il lavoro più adatto a noi. Questa frustrazione può essere spesso scambiata per una difficoltà ad ambientarsi nell’ambiente di lavoro, e ci potrebbe far supporre che a metterci in difficoltà sia il posto dove stiamo lavorando, e non il lavoro in sé. In questo caso per capire in quale situazione ci troviamo dobbiamo basta fare un tentativo e cambiare posto di lavoro ma non posizione. A questo punto se i pensieri negativi e il disagio si ripresentano significa che tutto dipende da noi, e che molto probabilmente il lavoro che abbiamo scelto è sbagliato.

Come lasciare tutto e partire per lavorare all’estero

La sfida di Alessandra

Andare a lavorare all’estero: a volte una necessità, altre un bisogno di affermarsi o crescere a livello professionale, altre ancora un semplice desiderio di avventura. Scoprire luoghi nuovi e culture diverse, realizzare un sogno, un progetto, buttarsi nella mischia o, più semplicemente, cambiare aria per qualche tempo.

È proprio vero: ognuno ha la sua storia da raccontare, i suoi variopinti obiettivi, la sua lista di successi e di sconfitte, eppure il risultato non cambia. Il viaggio è sempre il miglior maestro di vita.

Ecco perché vogliamo condividere con tutti voi la storia di Alessandra Rovetta, intervistata per la rubrica dedicata al mondo del lavoro “Lavoro Domani” dal CEO di Corsidia, Duccio Armenise.

– Potete ascoltare l’intervista nella versione integrale su Youtube

La sua storia è fatta di emozioni contrastanti e sfide giocate contro le proprie paure. Alessandra infatti ci racconta che andare a lavorare all’estero è stato significativo non solo per la padronanza di una lingua o per la sua carriera, ma anche per il viaggio interiore che ha compiuto dentro sé stessa, mettendosi alla prova, uscendone trasformata. Diversa.

Ironia della sorte, tutto ha inizio con una cattiva notizia: è il dicembre 2018 ed Alessandra, giovane laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, dopo il secondo stage semestrale presso un’azienda, si ritrova disoccupata.

“Mi sono detta: adesso o mai più” è così che la nostra intervistata inizia a raccontare il percorso che l’ha condotta dall’aula di una scuola di inglese a Milano fino a Londra passando per un viaggio studio in Canada, in mezzo a tanti curriculum in inglese e colloqui telefonici “da incubo”.

Per qualche mese Alessandra frequenta un corso di inglese a Milano, presso la scuola “WorldBridge”, dove allena la conversazione e ripassa la grammatica fino a raggiungere il livello “B2”, cioè il livello minimo consigliato per cercare lavoro all’estero.

Qual è il tuo livello di partenza? Scoprilo subito con questo test di livello inglese online perché è gratuito ma soprattutto è uno dei pochi a dirti subito il risultato senza richiedere registrazione.

Andare a vivere all’estero è ormai per lei un obiettivo irrinunciabile, inizia così ad inviare curriculum in inglese e fa alcuni colloqui telefonici in lingua. Non ricevendo esiti positivi prenota un viaggio studio organizzato da ESL a Vancouver, in Canada. E’ proprio poco prima di partire, però, che Alessandra riceve una notizia inaspettata: un’azienda ha rivalutato la sua candidatura ed è pronta ad aspettarla.

“Il Canada mi piaceva moltissimo: ero coccolatissima dalla signora che mi ospitava, un’attrice. Ogni mattina mi faceva i pancake, poi filavo a lezione dove per 5 ore facevo conversazione o esercizi. Essendo lì perché interessata a lavorare, ho fatto anche un corso specifico sulla ricerca del lavoro. E’ stato molto utile ma era come se fossi in vacanza. Mi sentivo in un ambiente protetto.”

Dopo un mese a Vancouver la nostra Ale vola in UK dove si trova catapultata in un mondo di ostacoli, burocrazia, documenti, obblighi, scadenze, usanze, convenzioni, cose da organizzare, da ricordare, da fare tutta da sola. Insomma un turbinio che la porta, per i primi due mesi, a dubitare fortemente della sua scelta.

“Sono arrivata a Londra il 28 marzo senza nemmeno il bagaglio e dopo 3 giorni ho iniziato a lavorare. Ho avuto davvero paura di non farcela. Ci ho messo due settimane per aprire un conto, tutti parlavano con accenti diversi e troppo velocemente. Sul lavoro poi, devi dare il 100% e non puoi permetterti sconti: devi scrivere documenti in inglese e ascoltare più persone contemporaneamente durante le riunioni. Ormai ci ho fatto l’abitudine, ma all’inizio è stata proprio dura.”

Lavorare all’estero, però, significa soprattutto vivere all’estero, cioè farsi nuove amicizie, tessere legami importanti, allontanarsi piano piano dal vecchio quotidiano abbandonandosi al nuovo. Adesso, dopo un anno, Alessandra ha la sua cerchia di amici con i quali esce a divertirsi, un fidanzato che la sostiene e la incoraggia, una dimestichezza acquisita rispetto ai modi di porsi, le convenzioni sociali, le abitudini semplici.

La storia di Alessandra può esserci utile perché ci dà spunti di esercizio e passione, di studio e di pratica, perché nonostante tutti i suoi dubbi e la sua dolcezza vediamo davanti ai nostri occhi una ragazza determinata e forte, che ha preso in mano la sua vita e l’ha modellata secondo i suoi desideri.

Eppure, tutte queste conquiste, queste vittorie, non fanno altro che volgere il pensiero di Alessandra verso l’Italia.

“Il richiamo di casa: quando sei via lo senti di più.
Infatti non credo che starò qui per sempre, voglio tornare a casa.
Le mie radici sono lì, e lì restano.”

Il curriculum è morto, viva il curriculum!

Il curriculum è morto, viva il curriculum!

“Ma il curriculum serve ancora?”. Quante volte ve lo siete chiesto? E quante altre ve lo chiederete ancora, andando avanti di questo passo. Succede infatti ciclicamente, nel mondo del recruiting, che a un certo punto qualcuno alzi la mano e provi a convincerci della morte del CV. Vale a dire della sua inutilità. Sembra perfino scontato dire che, se siamo ancora qui a parlarne, si è trattato tutte le volte di cantonate colossali: il CV non solo non è mai morto, ma anzi gode pure di ottima salute.

Certo, prima di tutto c’è da intendersi sui termini: che cosa diciamo, di preciso, quando diciamo CV? Perché è chiaro che se cercassimo in un curriculum di oggi le tracce dello stesso strumento usato quarant’anni fa, anche noi saremmo costretti a considerarli due cose distinte. Quel primo CV non esiste più, è vero. Ma non esiste più in quanto già rivive nel secondo: la sua versione evoluta.

Per il curriculum, infatti, vale lo stesso principio che vale per la televisione; e il gioco del calcio; e il modo in cui prepariamo da mangiare; e saltiamo con l’asta; e riscaldiamo casa. Come tutte queste cose, anche il CV è morto tante volte negli anni; ma altrettanto evidente è come sempre sia risorto, poi, dalle sue ceneri. E abbia ogni volta ripreso il suo posto, a metà tra recruiter e candidato.

Nel corso delle epoche il CV ha cambiato ripetutamente forma, dimensione, contenuto, ogni tanto caratteri, qualche volta colore, perfino il gusto (sì, il gusto). Dovessimo sintetizzare al massimo la sua genesi, diremmo soprattutto che il CV si è molto alleggerito rispetto al passato. Si è fatto più rapido. Più intuitivo. Ha registrato più di un cambiamento nella gerarchia valoriale delle competenze, e infine ha retto il contraccolpo portato dall’alba della rivoluzione tecnologia. Morto ogni volta, certo, ma ogni volta rinato.

Di esempi, di queste spettacolari resurrezioni del CV, se ne trovano quanti ne volete in giro per il web.

C’è quella di Philippe Dubost, per dire, web product manager diventato negli anni una specie di star della rete, che ormai qualche annetto fa scelse di mettersi – letteralmente – in vendita. Dove? Sul più grande mercato globale, naturalmente: Amazon. La sua pagina prodotto, un fake di una normale pagina del gigante americano compilata come fosse un CV in piena regola (con tanto di scarpe da ginnastica e biglietti aerei a ricordarci l’importanza degli hobby nel novero delle attitudini personali), è ancora lì a mostrarci come tempi e strumenti possono pure cambiare, ma la validità del curriculum, la sua centralità nel processo di avvicinamento al lavoro, quella resta invariata.

Curioso è stato poi anche il caso di April Hansen, che ha cercato di attirare l’attenzione su di sé prendendo i recruiter per la gola. In senso metaforico, stavolta. A questa giovane grafica newyorkese dobbiamo infatti le prime Adobe Suite Chocolate Bars: nient’altro che semplici barrette di cioccolato dalla forma quadrata; sulle cui confezioni, che richiamano il più celebre programma di grafica al mondo, al posto dei classici valori nutrizionali, sono state impresse tutte le informazioni necessarie al recruiter. Ma proprio tutte.

Altro caso da tenere a mente prima di dare per spacciato il CV, è quello di Nicolas Garcia. Per portarsi a casa uno stage come grafico in una società di Amsterdam, questo ragazzo si è raccontato in un curriculum in formato Monopoli. Vale anche l’esempio di Ruben Delgado, con la sua idea piuttosto audace di CV-prosciutto(rimborsabile con un prosciutto “vero” in caso di contratto, si è sentito in dovere di chiarire). Notevolissima anche la trovata di Benoît Finck: per mettersi in mostra con i recruiter di un’agenzia di comunicazione specializzata in entertainment, questo ragazzo francese si è messo lì, di santa pazienza, e ha creato il suo CVassemblando una decina di spezzoni di film e serie TV – Game of Thrones; Narcos; House of Cards; Orange is the new Black – in modo che creassero un messaggio chiaro e coerente col suo profilo. Un mash-up che non dev’essere dispiaciuto al potenziale datore di lavoro, visto che con l’annuncio, anche lui, non è che ci fosse andato poi troppo leggero.

L’ultimo in ordine di tempo a dimostrarci quanto il curriculum – contrariamente a quanto si pensi – goda ancora di una certa tempra, è stato però Alexis Massia. Sviluppatore web, a questo ragazzo – e alla sua passione per i videogiochi – dobbiamo infatti il primo formato di curriculum interattivo liberamente (e magistralmente, aggiungiamo noi) ispirato a Super Mario BrosUn videogioco in piena regola, ecco che cosa si è inventato Alexis. Nel quale, proprio alla maniera del celebre videogioco Nintendo, bisogna guidare il personaggio per conquistare tutte le competenze che compongono il profilo professionale di Alexis.

Un colpo di genio. Una furbata prodigiosa. O, per meglio dire, un’autentica testimonianza di personalità – ovvero ciò che un CV dovrebbe sempre essere – che ci racconta bene di come anche in piena bolla tecnologica, anche in tempi di intelligenza artificiale e algoritmi predittivi e gamification a presidio del mondo del recruiting, il CV, tutto sommato, sia ancora lì, immobile, al suo posto nel processo di selezione.

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