I vantaggi e le tendenze del 2020 nel settore dei viaggi d’affari

Il nuovo decennio si apre con importanti novità nel settore del turismo. Quali sono le tendenze che saranno destinate a conquistare il mercato dei viaggi d’affari? La tecnologia e l’uomo protagonista non più come semplice dipendente, ma alla ricerca di maggiore sicurezza e di nuove esperienze. Il viaggio d’affari “bleisure” sarà, infatti, in forte crescita .
È importante sottolineare anche come l’economia globale stia muovendo verso una 
responsabilità ambientale e sociale. Pertanto le aziende affronteranno, considerando anche le aspettative delle nuove generazioni, dei cambiamenti inarrestabili. Ma vediamo quali saranno nel settore dei viaggi d’affari i vantaggi e le tendenze del 2020.

Sicurezza e motivazione dei viaggi di lavoro

L’esplorazione di nuove destinazioni nel 2020, come l’Africa, il Medio Oriente ed il Sud-Est Asiatico sarà motivo di investimenti importanti per le aziende, sebbene Paesi a più rischio anche per i viaggi. Malgrado le incertezze economiche e climi politici instabili i Paesi in rapida crescita economica saranno i più ricercati. Il Travel Manager avrà l’onere di migliorare e garantire ai viaggiatori d’affari standard di sicurezza, adottando misure e programmi di prevenzione. La politica del viaggio aziendale rispecchia la cultura e la responsabilità nei confronti del dipendente che si sentirà più sicuro e motivato. Le aziende tenderanno a soddisfare e fidelizzare i propri dipendenti raccogliendo tutte le informazioni necessarie. Questi dati verranno utilizzati per migliorare le esperienze di viaggio, di spese e di produttività. Molte aziende concepiranno il viaggio di lavoro con programmi aggiuntivi favorendo e motivando il dipendente verso un arricchimento personale.

Esperienze di viaggio “bleisure”

Esperienze personalizzate o la possibilità di prolungare un viaggio di lavoro per piacere, continueranno a crescere nel prossimo decennio. Un trend che sta guadagnando i primi posti, soprattutto tra nuove generazioni, Millennial  e Generazione Z, che sfrutteranno al meglio i propri viaggi di lavoro. L’opportunità di viaggio sta trasformando il mondo del business in quel concetto di “bleisure”, affari e tempo libero che tanto amano i Millennial . La trasferta di lavoro specialmente all’ estero sarà concepita come un vantaggio per vivere anche un’ esperienza personale e culturale. Queste scelte aziendali incoraggeranno impegno e produttività dei viaggiatori d’affari con migliori prestazioni finanziare e specialmente nel mantenimento di dipendenti talentuosi.
La valutazione dei risultati, T-ROI, di un viaggio d’affari, potrà inoltre essere calcolato seguendo modelli econometrici precisi.

Pagamenti online e anticipati

Probabilmente nel corso del prossimo decennio terremmo del contante in tasca solo per pagare il caffè. Sono lontani quei tempi quando il viaggiatore d’affari portava con se mazzette di denaro o assegni. La società si sta orientando verso una cultura senza denaro liquido. Oggi i pagamenti online e anticipati sono così diffusi che stanno rivoluzionato il mercato dei viaggi e del turismo. Non solo per facilitare il viaggiatore durante una trasferta di lavoro, ma per gestire e monitorare al meglio le transazioni. Il grande vantaggio delle aziende sono i programmi di fidelizzazione con i clienti fornitori garantendo risparmio di tempo e denaro.

Investimenti tecnologici e le app mobili

L’era digitale avanza con le sue continue innovazioni e le aziende come si comporteranno? Il  mercato dei viaggi d’affari nel 2020 risponderà in modo positivo al progresso tecnologico. Gli investimenti aziendali sfrutteranno la tecnologia per migliorare sicurezza e produttività. Le analisi dei Big Data saranno in grado di prevedere le tendenze e la quantità nel mercato dei viaggi d’affari con elevata precisione. I documenti digitali (passaporti, visti e check-in) andranno a sostituire radicalmente quelli cartacei, eliminando i lunghi tempi di attesa.

La tecnologia mobile attraverso le app, faciliterà il viaggiatore d’affari nei processi di gestione del viaggio, senza più ricevute perse o non leggibili. Le aziende risparmieranno tempo e costi anche a vantaggio dei dipendenti che otterranno i rimborsi più rapidamente. Con pochi e facili click si prenoteranno tutti i servizi utili per l’organizzazione di una trasferta di lavoro. Basti pensare alle comode app per le note spese con funzioni vocali o tramite fotocamera.

Impatto ambientale e scelte aziendali sostenibili

Ora è difficile ignorare gli impatti dell’inquinamento e i disastri provocati dalla crisi climatica. Il 2019 è stato un anno importante per scelte politiche europee sulle emissioni di carbonio. Oggi la sostenibilità ambientale è in cima alle principali preoccupazioni globali. Molte più aziende guardano con responsabilità  ambientale e sociale operando scelte a vantaggio dell’ambiente. Campagne di sensibilizzazioni e programmi aziendali valutanoalternative sostenibili ed ecologiche. Si cerca di compensare, come alcune compagnie aree, investendo in progetti di conservazione delle foreste e di energia rinnovabile. Sebbene il viaggio d’affari continuerà ad essere una fonte di investimento, le aziende saranno sempre più propense a scegliere mezzi di trasporto meno inquinanti. Si volerà di meno per brevi distanze e si utilizzeranno più treni, auto elettriche, bike sharing, ecc…

Spazi di lavoro: smart working e co-working

Internet ci ha liberato dall’obbligo di lavorare in luoghi chiusi e statici legati agli uffici tradizionali. Il cambiamento ha favorito di conseguenza un nuovo modo di gestire il lavoro. Un numero sempre crescente di lavoratori oggi collaborano in qualsiasi parte del mondo. La mentalità del dipendente è meno vincolata ad un luogo specifico. La possibilità di lavorare da casa, in un parco, in biblioteca, in una caffetteria o in spazi condivisi porteranno notevoli sviluppi e vantaggi. Le aziende stanno progettando spazi per uffici flessibili, luoghi nei quali i viaggiatori d’affari si riuniscono per lavorare. Che si tratti di un progetto a breve termine o per chi ha bisogno di organizzare un team di lavoro coinvolgendo diversi stakeholder. Il settore dei viaggi d’affari apre sempre diversi scenari interessanti. La possibilità di creare nuovi spazi in funzione delle esigenze è lo specchio di questo mondo dinamico.

Come Guadagnare Denaro Comprando e Vendendo

Pensi di poter avere successo comprando e vendendo merci? Vuoi avere l’opportunità di guadagnare soldi da questo mestiere? La compravendita di prodotti è un’arte molto antica e oggi è la linfa vitale che sorregge il capitalismo. In questo articolo troverai alcuni principi fondamentali, atti ad agevolare il tuo ingresso in questo antico mondo del commercio.

Passaggi

  1. Immagine titolata Make Money by Buying and Selling Step 1 1 Scegli che tipo di merci trattare. Potenzialmente puoi occuparti della compravendita di qualsiasi tipo di oggetto, ma se vuoi avere un margine di vantaggio, è meglio diventare ‘esperti’ di un solo mercato.
    • Ricordati che oggi, purtroppo, tutto ha un prezzo ed è quindi possibile acquistare e vendere qualsiasi cosa. Puoi vendere o acquistare oggetti fisici, come ad esempio il succo d’arancia o gli ombrelloni, oppure oggetti non tangibili, come potrebbe essere un servizio o una quota di azioni.
    • Tieni a mente un paio di principi fondamentali. Più una merce è rara, più ci saranno persone interessate e disposte a pagare un prezzo sempre più alto per potersene impossessare. Questo è il semplice principio della domanda e dell’offerta, che regola il libero mercato. In base a questo principio, ecco spiegato perché un diamante naturale viene valutato molto di più di un diamante artificiale, essendo il primo una merce molto rara.
    • Se per produrre un oggetto, o fornire un servizio, occorre molto ‘lavoro’ o ‘molta esperienza’, il prezzo di acquisto aumenterà di conseguenza. Se per ottenere una merce, o un servizio, occorre molto tempo o una grande esperienza e specializzazione, il suo prezzo salirà e sarà più alto di quello di un prodotto che si può ottenere direttamente in loco e da più persone.
  1. Immagine titolata Make Money by Buying and Selling Step 2 2 Esegui una ricerca di mercato. È assolutamente necessario che tu conosca il prezzo medio del prodotto a cui sei interessato, sia che tu voglia acquistarlo o venderlo a qualcuno che conosce il suo valore.
    • Puoi osservare e conoscere i mercati attraverso un punto vendita al dettaglio, un punto vendita all’ingrosso, tramite internet o attraverso altri mezzi di valutazione. Se puoi, controlla a quale prezzo viene venduto o comprato il prodotto che stai trattando nei ‘mercati aperti’, come può essere eBay.
    • Il valore di mercato di un determinato prodotto o servizio, a volte può essere soggetto a variazioni. Questo accade per una serie di circostanze diverse, ad esempio, osserva il prezzo del latte, che ha subito solo una leggera variazione della sua quotazione negli ultimi 10 anni, e poi qella di oro e petrolio che, al contrario, hanno subito enormi oscillazioni del loro prezzo.
  1. Immagine titolata Make Money by Buying and Selling Step 3 3 Ricerca un fornitore per il prodotto che vuoi trattare. Assicurati che sia una persona affidabile ed onesta e che ti venda il prodotto ad un prezzo che ti permetta di avere un margine di guadagno adeguato.
    • Normalmente ti rivolgerai a dei rivenditori all’ingrosso. Un grossista è un intermediario che compra la merce direttamente dal produttore, per poi rivenderla ai commercianti al dettaglio (senza cambiarne il valore), che la venderanno a loro volta ai clienti finali.
    • Ovviamente, riuscendo a trattare direttamente con il produttore eliminerai molti ‘anelli’ della catena di mercato, aumentando il tuo margine di profitto. Quando ti è possibile, cerca sempre di comprare direttamente dal produttore.
  2. Immagine titolata Make Money by Buying and Selling Step 4 4 Vendi il tuo prodotto. Osserva sempre il mercato, per capire quando è il momento di vendere. Dovrai trovare un mercato che ti supporti e su cui tu possa contare.
    • Come regola generale, si vuole comprare al prezzo più basso possibile e vendere al prezzo più alto possibile. In questo modo il margine di guadagno sarà per te più ampio.
    • Ci sono alcuni ‘nei’ in questa regola. Se un prodotto ha un prezzo molto basso, sarebbe logico pensare che anche la qualità sia molto bassa. Facciamo un esempio: vuoi acquistare un ombrello a 1€, per poi rivenderlo a 3€, rispettando così la regola del ‘compra basso e vendi alto’. Purtroppo però, la qualità del tuo ombrello non aumenterà di pari passo con il prezzo di vendita. Quindi, potresti scegliere di comprare un ombrello di qualità superiore, a 5€, per poi rivenderlo a 10€. In questo modo dovrai realizzare un numero di vendite inferiore per ottenere un ricavo finale maggiore. In un mondo perfetto, e pieno di buon senso, la qualità dovrebbe pagare sempre e molto, ma purtroppo non è questo il mondo in cui viviamo oggi.

Consigli

  • Non lasciare il tuo lavoro attuale finché non sarai sicuro di avere successo e finché non avrai un portafoglio di compratori adeguato.

Avvertenze

  • Assicurati di aver eseguito le tue ricerche in modo approfondito, per essere certo di concludere un buon affare e di non essere truffato.
  • Parlando faccia a faccia con i tuoi acquirenti, assicurati che siano affidabili, per evitare futuri problemi.

CHE LAVORO FARE: GUIDA ALL’ORIENTAMENTO AL LAVORO

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Che lavoro fare è proprio la domanda che oggi molti giovani si pongono. Il mercato del lavoro, infatti, attende inesorabile alla conclusione del periodo di studi e la continua trasformazione delle opportunità da cogliere richiede proprio una maggiore attenzione alle attività di orientamento al lavoro, rivolte soprattutto ai giovani.

Da diversi anni, l’orientamento al lavoro assume quindi un ruolo centrale non solo nella formazione dell’individuo, ma soprattutto come ago magnetico di una bussola che indica il percorso da seguire. Prima di cimentarsi nella ricerca del lavoro, è fondamentale, però, capire che cercare un lavoro non significa esattamente trovare un lavoro, né essere sicuri che sia quello giusto.

Ecco perché l’orientamento al lavoro inizia molto prima, nel momento in cui occorre effettuare la scelta del percorso formativo da intraprendere. È provato, infatti, che mettere a fuoco i propri obiettivi professionali significa essere facilitati nell’inserimento nel mondo del lavoro.
Porsi domande su se stessi, sulle proprie capacità e soprattutto porsi dei traguardi intermedi, significa sviluppare esperienze, conoscenze e competenze utili a conciliare le proprie aspettative con la realtà.

Cosa significa orientamento al lavoro e come può aiutare nella scelta di che lavoro fare oggi? Scopriamolo insieme.

ORIENTAMENTO AL LAVORO: DEFINIZIONE E UTILITÀ

Orientamento al lavoro significa aiutare l’individuo a prendere coscienza di se stesso per consentirgli di individuare il percorso accademico prima e professionale poi, più adatto.

Individuazione delle competenze, determinazione delle aspirazioni, definizione delle capacità sociali e relazionali sono le principali finalità dell’orientamento al lavoro, un processo la cui importanza inizia ad emergere già negli anni 50, trasformandosi continuamente nel corso del tempo.

L’orientamento al lavoro si è evoluto fino ad arrivare a un approccio moderno che ha fatto tesoro delle esperienze passate ed ha migliorato decisamente le metodologie.

Prima, infatti, l’orientamento professionale era di tipo passivo, svolto principalmente dal contesto familiare e scolastico; solo in un secondo momento compaiono i test attitudinali e vengono impiegati i colloqui per comprendere le inclinazioni profonde della persona, ma l’approccio del giovane è sempre passivo, di chi subisce consigli e indicazioni.

Negli ultimi anni, invece, il processo è cambiato, il soggetto non è più passivo, ma diventa parte attiva nel processo di ricerca del lavoro.

Nell’approccio moderno di orientamento al lavoro, si tiene conto di una serie di fattori che devono portare l’individuo stesso a determinare il proprio percorso in maniera consapevole.
In particolare, ci riferiamo alle condizioni economiche e culturali, ai valori acquisiti, al contesto produttivo che lo circonda, tutti elementi che consentono al ragazzo di conoscere se stesso e le proprie attitudini, maturare ed individuare da solo il percorso che lo porterà ad inserirsi nel contesto sociale e professionale più adeguato.

Ecco perché l’approccio attivo da parte del soggetto, che viene affiancato e messo in condizioni di decidere da solo il percorso professionale da intraprendere.

Come Orientarsi Al Lavoro E Scegliere Che Lavoro Fare

La risposta non è semplice, ma ci sono sicuramente alcuni accorgimenti che possono essere adottati per essere sicuri di trarre il massimo vantaggio dal percorso di orientamento al lavoro e scegliere con consapevolezza che lavoro fare.

Innanzitutto sarebbe opportuno affidarsi a chi, formato appositamente, può fornire un supporto valido all’orientamento al lavoro: un tutor o un’agenzia per il lavoro che sia in grado di guidare i giovani, dall’identificazione delle capacità richieste dal mondo del lavoro all’individuazione degli ambiti professionali e delle regioni che offrono maggiori opportunità fino ad arrivare alla determinazione del percorso professionale per consentire al giovane di apprendere le skills utili al raggiungimento della professione individuata.

Tutto questo, naturalmente, richiede una preventiva capacità di autoanalisi e individuazione delle proprie competenze da parte del giovane.

Dopo aver individuato il settore professionale da approcciare, occorre definire strumenti e modalità performanti per l’efficace ricerca di un lavoro in quel determinato ambito.

Il servizio di orientamento al lavoro deve, infatti, essere in grado di fornire ai giovani le strategie e gli strumenti necessari per prepararsi ad affrontare la ricerca del lavoro e, successivamente, un colloquio.

Sicuramente lo strumento più importante è il Curriculum Vitae, fondamentale per esprimere e valorizzare le proprie competenze e presentarsi ad eventuali datori di lavoro.

Consultare, quindi, innanzitutto, una buona guida cv e scrivere un’adeguatalettera di presentazione.

Questo, naturalmente, è il punto di partenza per la ricerca del lavoro, poi, occorre sfruttare tutte le potenzialità del web e dei social media per entrare in contatto con potenziali aziende e fissare colloqui.

Ricordate, in ultimo, che cercare un lavoro è un impegno, un’attività che richiede tempo, risorse, energie, ma soprattutto consapevolezza che la scelta di che lavoro fare è estremamente importante per il proprio futuro e, come tale, deve essere operata solo a seguito di una profonda conoscenza delle proprie attitudini, ma anche del contesto professionale nel quale si desidera operare, per essere quindi in grado di affrontare il colloquio con strategia, metodo ed entusiasmo.

Coronavirus, la Cna fa il punto della situazione: “Serve un’iniezione di liquidità”

ASCOLI – Febbraio probabilmente sarà ricordato come l’ultimo mese di quiete prima che la scure del Coronavirus si abbattesse con ferocia anche sul mercato del lavoro. Ma già a febbraio è emersa la preoccupazione crescente di artigiani e piccole imprese per le conseguenze dell’emergenza sanitaria scattata l’ultima settimana del mese. L’incremento tendenziale dell’occupazione tra i “piccoli” nel secondo mese del 2020 si è fermato all’1,5%, il più basso da oltre cinque anni a questa parte, dimezzato rispetto al dato dello stesso mese del 2019.

A rilevarlo è la Cna di Ascoli  grazie ai dati elaborati dall’Osservatorio mercato del lavoro Cna, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza ogni mese le tendenze dell’occupazione (su un campione di quasi 20mila imprese associate con circa 140mila dipendenti) dal dicembre 2014, alla vigilia della stagione di riforme che ha modificato in profondità la legislazione in materia.

Nel dettaglio, le assunzioni sono cresciute tendenzialmente del 4,1% in un anno. Nello stesso periodo le cessazioni sono schizzate in alto del 13,6%. Quanto alla composizione dell’occupazione tra artigiani e piccole imprese, si è continuata a ridurre la quota del lavoro a tempo indeterminato (calato al 57,1%, il 30% in meno rispetto a dicembre 2014) mentre i contratti a tempo determinato sono saliti al 28%, l’apprendistato all’11,7% e il lavoro intermittente al 3,2%.

Ora gli occhi di tutti sono puntati sull’andamento del mese appena trascorso. Gli effetti dell’emergenza sanitaria sull’economia saranno chiaramente visibili infatti solo da marzo. Il quadro economico è senz’altro destinato ad aggravarsi e la nuova recessione potrebbe addirittura essere peggiore di quella del 2009. Rispetto a dieci anni fa la crisi è affrontata con politiche espansive e non più con l’austerità che al tempo ne amplificò gli effetti negativi.

“Focalizzare attenzione per il futuro delle imprese – precisa Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – perché saranno fondamentali le prossime misure destinate per la loro tenuta economica e occupazionale di un paese e della nostra provincia in particolare. Priorità sarà quella di contenere il rischio e nei luoghi di lavoro adottare tutti gli adeguati sistemi di sicurezza segnalati, è evidente che il Covid-19 porterà ad un cambiamento del lavoro ma soprattutto dei comportamenti che si avranno nei luoghi di lavoro e fuori”.

Rammarico Cna in considerazione del fatto che proprio dai dati del Centro studi Cna marche si intravedevano da febbraio incrementi occupazionali nella ns provincia (+ 1%)maggiori a quelli delle altre province della ns regione (+0,3% media marche), dovremo agire con tempestività e prontezza mettendo le imprese in condizioni di avere mercati importanti , essere bravi ora nel contenere il rischio per far diminuire le restrizioni dopo.

“Serve una potente iniezione di liquidità per i nostri imprenditori che stanno soffrendo – prosegue Balloni – ed è necessario attuare un piano da subito che preveda, uno Stato in grado di farsi carico del loro grido di dolore essendo vicino alle esigenze di sopravvivenza ora programmando necessari investimenti per la fine emergenza” dice Balloni.

Come fare soldi su Internet: con questi metodi è più facile di quanto sembri

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Internet, guadagni, lavori da casa. Inevitabilmente il mondo del lavoro ha subito un cambiamento radicale e le professioni digitali stanno pian piano prendendo il sopravvento. Molti hanno iniziato già a costruirsi la loro posizione all’interno del mondo web, ma nel nostro paese ancora esiste una concezione un pochino antiquata del lavoro telematico.

Guadagnare sul web è possibile, ma ci sono degli accorgimenti e dei metodi da seguire. Chi cerca il modo per fare soldi su internet deve assolutamente conoscere il matched betting e le surebet (o arbitraggi sportivo): con questi metodi fare soldi sul web è più facile di quanto sembri.

Fare soldi su internet è possibile?

Molti si chiedono se è davvero possibile guadagnare soldi su internet. I soldi non piovono dal cielo, ma ricavare dei soldi tramite uno strumento non è poi una concezione così impossibile. Purtroppo molte persone hanno iniziato a dubitare per via delle numerose truffe, ma questo non vuol dire che sul web non sia possibile fare soldi legalmente e senza raggiri.

Ci sono moltissimi metodi che se applicati con costanza permettono di avere un guadagno extra, ma soprattutto sicuro. Questo può arrivare dal mondo delle scommesse, nonostante il rischio che un evento sportivo può riservare.

Truffe online, come riconoscerle

Prima di capire come applicare i metodi per guadagnare, è bene capire come riconoscere quali sono le truffe. Non c’è un modo particolare per capire come individuare un raggiro, ma con delle piccole accortezze ci si muove su internet senza problemi. Diffidate dalle cifre astronomiche: il lavoro sul web è come quello “classico”, per guadagnare cifre alte è necessario applicarsi, studiare e conoscere tutti i segreti del mestiere. Nulla cade dal cielo.

Ma soprattutto diffidate dagli annunci sensazionalistici: nessun benefattore ha mai offerto uno stipendio a qualcuno di 5.000 euro senza far nulla. Ultimo consiglio, ma non per ordine di importanza, la provenienza dell’offerta: è sempre bene avere un rapporto di fiducia e diretto con il proprio datore di lavoro o cliente, qualsiasi sia il tipo di lavoro.

Come fare soldi su Internet: il matched betting e l’arbitraggio sportivo

Il matched betting è una pratica molto in uso nei paesi britannici. Ma in cosa consiste? Parliamo del mondo delle scommesse e dei bonus di benvenuto, che vengono elargiti a chi apre un conto di gioco online. Queste offerte sono molto spesso alte e permettono di sfruttare delle cifre interessanti. Il matched betting permette un guadagno sfruttando queste cifre. Ma in che modo visto che una scommessa si può vincere ma anche perdere? Si giocano due schedine differenti con il segno opposto, ma sullo stesso evento. In questo modo si annulla il rischio di perdita. Ovviamente, per sfruttare al meglio la differenza delle quote, è necessario giocare le due schedine su due conti diversi.

L’arbitraggio sportivo consiste nello stesso metodo ma sfruttando la variazione naturale delle quote. Molte partite, infatti, subiscono oscillazioni che permettono un guadagno se si giocano due segni opposti. Il tutto deve essere applicato con attenzione e sfruttando al meglio la matematica e i vari strumenti.

Sono metodi legali?

Ma questi metodi sono davvero legali? Assolutamente sì. Ad oggi non ci sono delle leggi che vietano di poter scommettere su due eventi, dunque non si sta facendo nulla che vada contro le direttive. I due metodi sfruttano delle oscillazioni naturali e, nel caso del matched betting, i bonus che vengono offerti ai clienti. Dunque è possibile applicarlo senza nessun problema. Di certo queste azioni non sono viste di buon occhio dai bookmakers, ma nessuno può impedirvi di applicarle.

I consigli su matched betting e arbitraggio sportivo

Questi metodi possono sicuramente far guadagnare una cifra interessante, soprattutto mensili. Vanno però applicati con costanza e metodo, un errore potrebbe compromettere tutto. Meglio affidarsi a dei professionisti del settore: in questo modo ci saranno guadagni più a lungo termine, ma soprattutto si applicheranno dei concetti che alla lunga vi permetteranno di arrivare a delle cifre alte con poche ore di lavoro quotidiano. Questi sistemi vengono detti a medio-lungo termine, perché il guadagno totale va calcolato per tutto il tempo di applicazione.

Come trovare il lavoro giusto per te

Sei ad un bivio. Magari hai annusato l’odore di cassa integrazione. O magari, peggio, ci sei finito dritto dentro senza neanche avere il tempo di capire cosa stava succedendo.

Oppure ti ritrovi a 35, 45 o 55 anni che ti guardi allo specchio e ti vedi così spento, così stressato, così insoddisfatto da chiederti chi mai te l’abbia fatto fare di prendere la strada che hai preso fin qui.

E allora ti sfreccia un’idea attraverso al cervello… “E se cambiassi? Se provassi a cambiare completamente vita, lavoro, tutto?”

Un’idea che seppellisci praticamente subito perchè, neanche il tempo di finire di pensarla, che arrivano come un tornado tutti i: “Ma sei cretino? Di questi tempi? Oggi già tanto averlo un lavoro, cosa ti metti in testa?”

Poi ci sono gli studenti, da poco usciti dall’università che ben presto si accorgono che fra le tante cose che non ti insegnano a scuola, c’è quella di imparare a trovare lavoro.

Per tutti una delle domande più grandi è: ma COME FACCIO A TROVARE IL LAVORO GIUSTO PER ME?
Sempre ammesso che ne esista uno, ovviamente.

La realtà è che questa domanda parte da un presupposto sbagliato. O meglio, più che sbagliato in assoluto, è sbagliato perchè non è più vero oggi.

Lo era forse un tempo, ma non lo è assolutamente più oggi.

Un tempo poteva aver senso pensare in termini di “lavoro giusto” come quella professione che più si avvicinava alle tue caratteristiche personali.
John Holland ad esempio, uno dei padri “fondatori” dei principi su cui si basano i tradizionali percorsi di orientamento (ahimè tuttora!) considerava che esistessero 6 macro categorie di individui e che, a seconda di queste macro categorie di appartenenza, si poteva “facilmente” individuare il lavoro giusto per la singola persona.

Ad esempio chi rientrava nell’ambito “sociale” era una persona adatta all’insegnamento, a lavori di “aiuto” vari, al customer service.

Qual è il problema di questo modo di guardare la realtà?

E’ presto detto.
60 anni fa, ai tempi di Holland, esisteva un numero finito e limitato di lavori. Perciò la probabilità di riuscire ad allineare le caratteristiche personali con un tipo di professione erano molto alte.
E soprattutto, se avevi delle buone credenziali scolastiche, essendo il mercato del lavoro in espansione, la probabilità di trovare un posto in quel settore era tendenzialmente a tuo favore.

Oggi invece:

  1. l’80% delle professioni NON ESISTEVANO 50 anni fa e, peggio che mai, le persone NON SANNO CHE ESISTONO.
  2. il mercato del lavoro è in contrazione – si creano meno posti di quanti ne servirebbero – e poichè le persone (non sapendo che i lavori sarebbero molti di più) continuano a competere per la solita manciata di professioni, affrontano una competizione selvaggia, da cui pochi eletti riescono a salvarsi.

Come si fa ad uscire dunque da questo circolo vizioso?

  1. Smetti di pensare al “lavoro giusto” come alla “professione perfetta per te”. Hai l’80% di probabilità che il tuo “lavoro giusto” sia qualcosa che tu NEMMENO CONOSCI! Per forza che non riesci ad immaginarlo. Con ogni probabilità non sai nemmeno che esiste o, addirittura, non è ancora stato creato (e potresti essere tu il primo a crearlo…)
  2. Smetti di pensare a trovare o cambiare lavoro. Questo è un modo di pensare vecchio e superato. Quello su cui devi imparare a focalizzarti è COSTRUIRE LA TUA CARRIERA, costruire la tua personale “nave del valore” con cui salpare sereno e sicuro verso il mare del lavoro, con la certezza che hai imparato a navigare così bene che nessuna tempesta potrà mai fermarti (come ad esempio questo ragazzo australiano multiplo dog sitter o la ragazza americana che si è inventata una ricca professione da “coccolatrice”)

Come vedi le soluzioni sono decisamente non convenzionali e di quelle che non senti in giro.

Personalmente trovo utili quanto spazzolarsi i capelli nel golfo di Trieste mentre soffia la bora, tutti quei siti e personaggi che ti propongono di insegnarti “il curriculum perfetto per trovare lavoro” o la strategia per “trovare il lavoro perfetto per te”.

Se non cambi paradigma, se non cambi i presupposti da cui parti, non potrai che continuare a schiantarti contro l’insuccesso di una vita lavorativa che è insoddisfacente e deprimente.

Considerato che di vita ne hai una sola e che al lavoro ci passi almeno un terzo del tuo tempo (stima al ribasso se consideriamo tutto lo stress che ti porti a casa o il tempo che passi in coda in tangenziale!) io credo che dovresti darti una possibilità.

La possibilità di stare ad ascoltare chi, come me, ha capito come diventare un professionista stimato, soddisfatto e realizzato, anche se parti da una laurea sbagliata o se non ricordi nemmeno più quali erano i tuoi grandi sogni e passioni.

Non chiamatelo smart working, quantomeno in Italia. E dopo il coronavirus che ne sarà?

Ciò che stiamo attuando è una sorta di versione d’emergenza del reale modello. E la possibilità che, terminata l’urgenza, si torni alle vecchie abitudini è molto alta.

Non chiamatelo smart working, quantomeno in Italia. E dopo il coronavirus che ne sarà?

L’emergenza mondiale legata alla diffusione del Covid-19 ha reso “necessario” un adeguamento professionale in modalità “smart working” che ha coinvolto moltissime categorie di lavoratori. Anche se nel caso italiano questo lavoro “intelligente” sarebbe forse più onesto limitarsi a definirlo “da remoto”.

Partiamo da un dato acclarato precedente alla diffusione dell’epidemia: la diffusione dello smart working in Italia è inferiore alla media mondiale. Cerchiamo quindi di capire come ce la stiamo cavando, quali sono le ragioni per cui, invece, il mondo utilizza in maniera sempre più diffusa questa modalità di lavoro e se c’è speranza per il Belpaese al termine dell’emergenza.

Non chiamatelo smart working, quantomeno in Italia

Non chiamatelo smart working”: troppo bassa la digitalizzazione delle imprese italiane e evidenti differenze fra nord e sud nell’indagine condotta ad esempio dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.

Bassa digitalizzazione di imprese e lavoratori, pesanti limiti legati alle infrastrutture del Paese e diffidenza da parte di imprenditori all’adozione di questa modalità di lavoro: queste le principali criticità che stanno caratterizzando la sperimentazione, in corso su tutto il territorio nazionale, dello smart working per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Si tratta del “test” più grande che sia stato condotto sul lavoro agile nel nostro Paese e che coinvolge 2 milioni 205 mila dipendenti, il 17,2% della forza lavoro in organico delle imprese italiane.

Oltre ai limiti logistici emerge anche un atteggiamento di diffidenza verso il lavoro agile da parte di larghi segmenti del tessuto imprenditoriale (79,3%) che non contribuisce alla sua diffusione in questa fase emergenziale.

Le difficoltà e benefici

Guardando, poi, all’impatto prodotto dallo smart working sui processi lavorativi e ai suoi benefici, le valutazioni fornite appaiono complesse.

Per il 74% degli intervistati le difficoltà di coordinamento a distanza dei gruppi di lavoro rallentano i processi decisionali e produttivi, creando disfunzionalità e inefficienza.

Il 50,6% dei Consulenti del Lavoro pensa che il lavoro da casa aumenti responsabilità e produttività dei lavoratori, ma il 49,4% pensa l’esatto opposto.

Similmente, a fronte del 47,8% che afferma che con lo smart working si crei un clima di maggiore fiducia e collaborazione tra management e risorse umane, il 52,2% non è d’accordo con tale affermazione.

C’è speranza futura?

Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha inoltre spiegato che le aziende si sono trovate da un giorno all’altro a dover organizzare e gestire il lavoro da casa bypassando la ‘cultura dello smart working’, ovvero tutti quei percorsi di progettazione, sperimentazione, comunicazione, sensibilizzazione, formazione e monitoraggio di questo modello organizzativo. Senza considerare poi l’investimento che questo richiede in termini di infrastrutture tecnologiche private, ma soprattutto pubbliche.

Da anni ripetiamo che una cultura moderna del lavoro fatica a radicarsi in un Paese, come il nostro, che non è in grado di garantire una copertura uniforme di banda larga”, sottolinea De Luca.

Quindi, nella maggior parte dei casi, ciò che stiamo attuando è una sorta di versione d’emergenza del reale modello di smart working. E la possibilità che, terminata l’urgenza, si torni alle vecchie abitudini è molto alta.

Perché altrove ci si crede?

Appurato dunque che il nostro Paese non era pronto e che la declinazione d’urgenza messa a punto ora non rappresenta una base per colmare il gap con gli altri Stati che fanno largo utilizzo di questa modalità di lavoro, cerchiamo di capire le ragioni per cui si punta tanto questa soluzioni.

Una risposta interessante ci viene fornita dal progetto ELENA sviluppato dal Dipartimento Pari Opportunità con il Centro Dondena dell’Università Bocconi, in cui si è attuato un esperimento randomizzato in cui un gruppo di lavoratori di una grande azienda è stato selezionato in modo casuale per lavorare smart per 9 mesi (gruppo trattato) e un altro gruppo (di controllo) ha continuato a lavorare tradizionalmente.

Confrontando i risultati dei lavoratori del gruppo trattato e di quello di controllo si ottiene una stima degli effetti causali dello smart-working sugli indicatori rilevanti: produttività, benessere individuale e bilanciamento tra vita lavorativa e vita personale. Lo smart-working ha aumentato la produttività dei lavoratori, migliorato il benessere e migliorato il bilanciamento tra lavoro e famiglia. Tutti gli indicatori di produttività vanno nella stessa direzione: la produttività è stata misurata in modo oggettivo sulla base dei risultati dei lavoratori, del rispetto delle scadenze e del numero di assenze, e in base al giudizio dei supervisori di ciascuno lavoratore. I lavoratori smart sono più soddisfatti della loro vita sociale, del loro tempo libero, sono più concentrati, apprezzano di più le loro attività quotidiane, riescono a risolvere meglio i problemi e prendere decisioni, riducono lo stress e la mancanza di sonno.

Sono diverse le ricerche del medesimo tenore, che paiono confermare i benefici complessivi di questa modalità di lavoro. A ciò si aggiunge un elemento per nulla trascurabile: limpatto ambientale. Il traffico sarebbe sensibilmente ridotto con effetti positivi per ambiente e qualità della vita dei cittadini.

Come investire in borsa online?

Come investire in borsa online?

Internet è molto cambiata nel corso degli anni e ha portato ad una maggiore accessibilità nel settore del trading online. Tale settore, infatti, era poco valutato come attività di investimento e considerato esclusivo dei trader esperti e con grandissime cifre da utilizzare al riguardo. Ad oggi, è un settore in crescita e alla portata di trader con una buona esperienza finanziaria e capitali sufficienti da destinare ad una attività online.

Prime e importanti decisioni sul capitale, ad esempio, permettono di raggiungere un buon equilibrio ad una gestione oculata e che tenga conto anche della eventualità di perdite nel caso di errata previsione. Una buona formazione online, permette di conoscere importanti punti su quali sono i migliori broker, quali sono le migliori strategie e strumenti per le attività di trading. Non è da sottovalutare, anche le seguenti opzioni che approfondiremo in questo articolo:

La scelta su soluzioni regolamentate con un conto completo per investire in borsa con un deposito minimo iniziale concorrenziale.

Di supporti gratuiti inclusi all’iscrizione come formazione online e conto demo gratuito.

Nel poter monitorare i propri risultati nel breve e medio termine.

Poter frequentare un forum per arricchire le proprie competenze.

Dotarsi delle migliori dotazioni informatiche su dispositivi fissi e mobile.

Come investire in borsa, prime importanti decisioni sul capitale iniziale

Investire in borsa, richiede una capacità da parte del trader di definire degli obiettivi nel medio e nel lungo termine su cosa voler raggiungere in termini di investimento e come realizzarli. Il capitale, è un primo punto di partenza e comporta una seria valutazione di ciò che si è disposti a destinare solo a questo tipo di attività. In particolare, è da stabilire una quota minima e massima al riguardo e valutare diversi aspetti coinvolti in una attività di trading come:

Possibilità di guadagno. Una attività finanziaria può comportare dei significativi guadagni online se il trader individua quelli che sono i migliori titoli per un investimento. Come è possibile raggiungere questi obiettivi? Con tanto studio sulla materia finanziaria e con una opportuna pratica rispetto a come analizzare un grafico e prevedere i trend nel breve termine dei migliori asset e inserirli come primario investimento.

Eventuali perdite. Una attività finanziaria può comportare anche dei rischi essendo possibili delle variazioni di prezzo impreviste. Si tratta pur sempre di analisi o previsioni e una percentuale di sbaglio non è totalmente esclusa. Definire delle strategie di gestione del capitale, è in questa fase molto importante per ripartire il capitale di un investimento su più operazioni e ammortizzare delle eventuali perdite.

Laddove parliamo di una attività di trading online è da considerare anche fattori iniziali sul capitale per l’iscrizione su un broker. Per investire in borsa, infatti, è necessario aprire un conto di trading su broker regolamentati e versare una cifra minima sul suddetto conto a titolo di deposito. Ma niente paura, si tratta di cifre abbastanza contenute e che restano comunque nella disponibilità del trader per i primi investimenti online in borsa. Dal conto reale al conto demo, sono presenti anche soluzioni per investire in borsa con un capitale virtuale per un approccio più graduale al settore e per una diretta conoscenza della piattaforma di trading da utilizzare.

Puntare anche ad una buona formazione online grazie al tanto materiale disponibile in rete

Superato il primo e importante punto sul capitale, è poi possibile passare alla seconda fase di studio del trading in borsa. Se nella tua vita hai già intrapreso degli studi economici, hai già una buona infarinatura che ti permette di conoscere gli aspetti principali della materia. Tuttavia, è sempre consigliabile partire dalle basi e optare per il classico metodo di studio su libri autorevoli della materia finanziaria per capire di cosa stiamo parlando.

Nello stesso tempo, è possibile seguire un parallelo percorso online tra i più completi sul trading in borsa, affidandosi al ricco materiale disponibile sulla rete. Siti autorevoli per investire in borsa, sono completi di buone guide su come iniziare in questo settore affrontando punti importanti su:

Quali sono i migliori broker per investire online. Tabelle comparative con informazioni di base sul deposito minimo per aprire un conto, la presenza di un utile conto demo gratuito e del modulo semplificato per l’apertura di un conto, permettono di avere una buona visuale delle migliori soluzioni ad oggi presenti. Inoltre, tali siti realizzano anche delle complete recensioni e aggiornamenti sui punti di forza del broker per supportare il trader nella scelta del migliore su cui iniziare.

Strumenti da scegliere per investire in borsa. Da una buona piattaforma di trading ad un conto demo gratuito, è importante avvalersi dei principali e più importanti strumenti per il trading sul migliore investimento. E quale migliore risorsa se non il mondo di internet per conoscere subito quali?

Strategie di borsa. Una buona strategia è importantissima in un investimento online e conoscerle gratuitamente con una buona formazione online non è da trascurare. Da una prima strategia di gestione del capitale per ammortizzare eventuali perdite a strategie di analisi grafiche accurate o con l’ausilio di specifici indicatori di trading, tanti sono gli approcci che un trader può seguire per un buon investimento online.

Corsi per investire in borsa . Materiale integrativo che contenga utili informazioni su come investire online. Presenti, anche consigli su come eseguire un investimento in base agli strumenti più importanti offerti da un broker come un conto demo gratuito o indicatori di trading in piattaforma.

Su internet, è anche possibile contare su aggiornamenti vari rispetto alle news di mercato e agli eventi più importanti che è bene monitorare per scegliere con cura i migliori titoli azionari e inserire ordini online con una giusta ripartizione del capitale per una corretta applicazione di strategie di gestione dello stesso.

Formazione del broker per investire in borsa in modo professionale

Non solo siti autorevoli su internet offrono l’opportunità ai trader di potersi formare gratuitamente con materiale completo sui migliori broker online, sugli strumenti di trading, sulle strategie di capitale e su una formazione integrativa. Anche gli stessi broker, infatti, si presentano con materiale didattico tra i più completi e inclusi in un conto base. Si tratta di una formazione interattiva e che può prevedere diversi canali come video, ebook e webinar per un approccio più didattico e blog o analisi di mercato dettagliate per un approccio più interattivo sulle migliori opportunità di un investimento in borsa.

Dal conto base al conto avanzato per trader che continuano a formarsi durante il loro percorso, si completa ancora di più di materiale didattico di qualità e professionale per investire in borsa e ottenere i migliori risultati possibili. Dai broker, è anche disponibile nella maggior parte dei casi un conto demo per la pratica online. Uno strumento immancabile per investire in borsa e poter studiare il mercato azionario live, analizzando graficamente i primi trend con quotazioni in tempo reale e inserendo anche un ipotetico investimento, selezionando un capitale virtuale per una esperienza più realistica e per apprendere anche importanti strategie di gestione del capitale.

Investire in borsa su broker regolamentati

Per investire in borsa, è quindi importante partire da una scelta oculata del capitale da utilizzare per i primi investimenti online, di puntare ad una buona formazione online e di scegliere i migliori broker per aprire un conto. Su quest’ultimo punto è utile soffermarci ulteriormente considerando un aspetto molto importante come la regolamentazione. Da una ricerca veloce su come investire in borsa, sicuramente ti sarai imbattuto in parole chiave del tipo guadagnare in borsa o giocare in borsa.

E’ bene subito precisare che è un modo errato di definire questo settore e di fare leva sulla facile accessibilità a questo tipo di attività rispetto al passato. Non si tratta assolutamente di un gioco, ma di una attività di trading seria e regolamentata da importanti organi come la Consob per quanto riguarda l’Italia. Spesso troverai menzionato anche un altro importante organo come la Cysec che regolamenta tale settore e rilascia in Europa le autorizzazioni ai broker per investire in borsa.

Questo aspetto deve essere subito appreso dal trader prima di iniziare il suo percorso di investimento online e per la scelta solo dei migliori broker regolamentati. Gestire il capitale e non investire mai tutta una cifra su una unica operazione, attuare delle strategie di gestione dello stesso e una pratica online con un conto demo, sono aspetti irrinunciabili di questo percorso e per una attività da non confondere assolutamente con una soluzione dal facile guadagno o come un gioco.

Monitorare i risultati raggiunti nel breve o nel medio termine

Dopo un primo percorso, è buona prassi da parte del trader di monitorare nel breve o medio termine i risultati raggiunti. Come? Un diario giornaliero con tutte le operazioni eseguite è un primo passo per una chiara traccia degli investimenti in borsa da effettuare ed eseguiti. Programmi online che permettono di annotare i risultati raggiunti e confrontarli nel tempo, sono ulteriori alternative che permettono di ottimizzare e sfruttare al massimo anche le dotazioni informatiche scelte per investire in borsa online.

Successivamente, sono da confrontare i risultati ottenuti e definire una nuova strategia di investimento in base ai guadagni o alle perdite realizzate. Segnare anche i progressi della propria attività e le esperienze positive e negative, può essere un ottimo confronto per auto correggersi ed evitare di ripetere gli errori classici di un investimento in borsa. I più comuni? Ecco un piccolo elenco:

Essere troppo sicuri di sé su un unico investimento e lasciarsi andare a voler investire una maggiore cifra rispetto a quella prevista.

Lasciarsi spingere dalle proprie emozioni e cambiare subito direzione nel caso in cui le previsioni non seguano la direzione prevista.

Essere euforici nel caso di un investimento andato oltre le aspettative e continuare quella operazione ignorando chiari segnali di inversione del trend.

Avere paura di sbagliare e non investire online su un asset azionario laddove si è avuta una buona intuizione a seguito di una esperienza negativa passata.

Errori comuni in borsa riguardano anche la formazione e il sentirsi arrivato dopo anni di trading online. La formazione al contrario è sempre importantissima ed è utile continuare ad eseguirla anche dopo aver raggiunto una alta esperienza su un investimento in borsa. Perché? Perché sono presenti tantissime risorse anche per i livelli più avanzati e che offrono ottime prospettive di miglioramento e consigli su come investire con i migliori strumenti di trading per raggiungere risultati al top.

Forum per arricchire le proprie informazioni su come investire in borsa

La borsa, è un settore molto dinamico e con frequenti variazioni di prezzo nel breve termine o anche all’interno di una stessa sessione finanziaria. Un approccio del trader sul profilo grafico e con intervalli temporali di analisi molto bassi, è consigliato per un buon investimento online. Risorse online presenti su siti autorevoli e sui broker per le suddette analisi, sono un punto di partenza utile per questo approccio accanto a risorse più dinamiche come blog o analisi di mercato che riportano le informazioni più importanti da valutare per aprire un nuovo ordine online.

Anche un forum, rientra in questo ambito di risorse dinamiche e rappresenta una buona via per conoscere in maniera dettagliata il mercato azionario e scegliere i migliori investimenti in borsa. Tra l’altro, parliamo di una risorsa gratuita e che raccoglie tantissimi iscritti appassionati alla materia del trading. Lo scopo degli utenti, è condividere le varie informazioni online e confrontarsi su quelli che potrebbero essere i migliori investimenti azionari. Esistono categorie predefinite dedicate alle analisi live o categorie che possono essere create dagli stessi utenti per decidere un argomento su cui confrontarsi. Una buona idea, è anche quella di utilizzare il motore di ricerca interno di questi forum e ricercare i temi più caldi in ambito azionario prima di lanciare un nuovo topic.

I forum, sono anche utili per raccogliere opinioni sui migliori broker e sui siti di informazione e aprire un conto di trading sulle soluzioni più richieste e senza trascurare anche l’importanza di una buona formazione online. Sul settore in costante crescita, non mancano anche broker molto noti per tecniche del social trading e che offrono accanto a servizi professionali per investire in borsa come piattaforma di trading, conto demo e formazione online, una maggiore interazione tra gli utenti su dove è più conveniente investire in base ai trend live della borsa.

Dotazioni informatiche, dal fisso al mobile ecco cosa non può mancare per investire ad oggi in borsa

Investire in borsa è una attività che trova riscontro sul web e con una iscrizione e apertura di un nuovo conto su un broker regolamentato per ricevere una serie di utili strumenti per analizzare il mercato, studiarlo e decidere su quali asset azionari investire. Online, si trovano anche le migliori risorse sulla formazione e canali interattivi come forum per confrontarsi con altri utenti rispetto a dove investire rispetto alle tante opportunità che offre ogni giorno l’ambito azionario.

Di conseguenza, dotarsi di dotazioni informatiche all’avanguardia, è un presupposto che non può mancare da parte di chi decide di svolgere queste attività di investimento in modo professionale. Si parte dal Personal computer e dalla ricerca di un buon sistema operativo in grado di supportare la piattaforma di trading nella versione pratica online presente in tutti i principali broker. Questa versione, infatti, non è da scaricare e può essere utilizzata online con delle credenziali personali scelte in fase di registrazione.

Il personal computer deve disporre anche di una buona memoria, laddove la scelta del trader sia nello scaricare la piattaforma. La memoria, può essere utile anche per memorizzare il materiale didattico o gli strumenti utili per analizzare il mercato. Consigliabile anche un video di buone dimensioni, al fine di eseguire le analisi di mercato al meglio e visionare i formati video delle lezioni presenti online su come investire in borsa.

Sarebbe riduttivo, tuttavia, pensare alle dotazioni informatiche solo per quanto riguarda i dispositivi fissi. In commercio, sono presenti tantissime soluzioni in formato mobile che permettono di investire come da computer e con il vantaggio di connessione in ogni momento e luogo. Le piattaforme dei broker e le risorse online, sono compatibili con i più moderni dispositivi mobile e offrono una esperienza diretta per investire in borsa e applicare strategie intraday molto efficaci. Anche in questo caso, è da porre attenzione sulla scelta di modelli di ultima generazione, schermo medio grande per la visualizzazione dei video o dei grafici in piattaforma e memoria sufficiente per ospitare le app mobile. Attenzione anche al sistema operativo Ios o Android e alla versione compatibile con il dispositivo mobile per investire in borsa ovunque e considerando la possibilità di non dover per forza scegliere solo una delle due soluzioni.

Il conto di trading per investire in borsa su dispositivi fissi o mobile, è unico e realizzato con credenziali di accesso scelte alla registrazione di un conto. Permettono di poter essere sempre presenti con analisi accurate di mercato e gestire il conto per un pronto investimento online in completa sicurezza. I broker, infatti, adottano in merito sofisticati sistemi di protezione dei dati del trader per un trading in borsa in sicurezza.

Il lavoro perfetto per noi? Quello che ci assomiglia

Ciascuno di noi, secondo i ricercatori Claudia Harzer e Willibald Ruch, ha delle attitudini particolari e il lavoro più adatto è quello capace non di gratificare i nostri sogni ma di sfruttare queste peculiaritàdi

Il lavoro perfetto per noi? Quello che ci assomiglia

“VOGLIO un lavoro che rispecchi le mie ambizioni, i miei sogni”. Questa frase la ripetono come un mantra neolaureati, insoddisfatti, precari, disoccupati. Poi guardano in faccia la realtà (e quella italiana è particolarmente deprimente), aggiustano il tiro e si accontentano del primo contratto decente che capita. Eppure, la soluzione a tutti i mali, almeno sul fronte professionale, potrebbe star proprio in quel lavoro “qualsiasi”. In quello mai sognato, mai ambito, estraneo a ogni aspirazione. Perché, secondo uno studio svizzero, il lavoro che fa per noi è quello che più rispecchia non le nostre ambizioni ma il nostro carattere.Ciascuno di noi, secondo i ricercatori Claudia Harzer e Willibald Ruch, ha delle attitudini particolari, dei tratti che ne delineano la personalità. C’è chi è positivo e ottimista anche nelle situazioni più difficili, chi sa mantenere il self-control in momenti imbarazzanti, chi è gentile e generoso e chi è naturalmente incline al lavoro di gruppo e alla collaborazione tra colleghi. Ogni individuo, secondo gli studiosi, possiede mediamente dai tre agli otto punti di forza di questo tipo e il lavoro più adatto è quello capace non di gratificare i nostri sogni ma di sfruttare queste peculiarità.I ricercatori hanno suddiviso lo studio in due parti, prima chiedendo a 1000 lavoratori quali fossero le loro attitudini positive, quanto e come riuscivano ad esprimerle sul lavoro e che sensazione gli dava tutto questo, poi confrontando la corrispondenza tra personalità e mansioni lavorative quotidiane.Dai dati, pubblicati sul Journal of Happiness Studies, è emerso che i lavoratori che riuscivano a dare sfogo, sul lavoro, ad almeno quattro delle proprie attitudini particolari erano anche quelli più soddisfatti, che si impegnavano di più e che, soprattutto, percepivano maggiormente il lavoro come una chiamata, più che come un dovere. Secondo i ricercatori, questa consapevolezza dovrebbe diventare il punto di partenza di ogni colloquio di lavoro. “Una volta capito che i punti di forza del carattere sono fondamentali ai fini del rendimento professionale – spiega Harzer –  la persona può essere selezionata seguendo queste predisposizioni. Ne beneficerebbero sia gli impiegati che le aziende”.In Italia sono ancora pochissime le aziende che assumono tenendo conto di quelle che in psicologia vengono definite “competenze trasversali”, e sono poche anche le persone che si affacciano al mondo del lavoro mettendo da parte le ambizioni e cercando un impiego che valorizzi le proprie attitudini. “Manca ancora una cultura in questo senso  –  spiega lo psicologo del lavoro Andrea Castello  –  e, anche se la situazione sta cambiando, certi criteri di selezione vengono adottati prevalentemente nei Paesi anglosassoni e soprattutto negli Usa. E’ un peccato, perché quello tra personalità e mansioni lavorative è un legame fondamentale”.Chi da piccolo sognava di fare il medico e poi studia e si specializza puntando unicamente a questo obiettivo, ad esempio, non sempre è dotato di tutte le caratteristiche necessarie per farlo. “Una persona con scarsa empatia potrà diventare un buon medico dal punto di vista tecnico  –  spiega l’esperto  –  ma umanamente avrà sempre dei problemi a relazionarsi con i pazienti”. Lo stesso vale per chi non è portato al lavoro di gruppo e vuole fare qualcosa che implichi un contatto continuo con i colleghi, o per chi è incline alle relazioni e si trova a fare un lavoro che lo costringe a stare solo per gran parte del tempo. “Anche la capacità di lavorare sugli obiettivi  –  conclude l’esperto  –  non è qualcosa che si impara ma che dipende dalle attitudini e dal carattere. Non sempre le aziende e il candidato ne tengono conto o ne sono consapevoli”.Non è la prima volta che la scienza scende in campo per difendere il mondo del lavoro da colpe che (forse) non ha. Già uno studio finlandese pubblicato sul Journal of Occupational and Environmental Medicineaveva dimostrato che se l’impiego stressa più del dovuto è colpa non tanto delle mansioni in sé quanto di alcuni tratti della personalità dell’impiegato.“Durante la crescita – spiega la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, presidente della SIPSIeS, Società Internazionale di Psichiatria Integrativa e Salutogenesi di Roma– non si è stati adeguatamente guidati e indirizzati negli studi e nelle scelte importanti e quindi ci si è affidati ai propri ideali infantili, che però molte volte sono soltanto sogni. Nella riuscita professionale giocano un ruolo determinante la capacità di fare un lavoro di squadra, la gentilezza, la capacità di sviluppare un senso di appartenenza al gruppo, la sicurezza personale”. Qualità, spiega l’esperta, che si sviluppano nel proprio ambito familiare, sociale, amicale, durante tutto il periodo della crescita, la cosiddetta età evolutiva (infanzia e adolescenza). “In questo periodo così fertile  –  continua Lucattini – potrebbe giocare un ruolo determinante la scuola, individuando e valorizzando quelle qualità che permettono ai ragazzi di avere una “predisposizione” e quindi una facilità di applicazione in alcuni ambiti più che in altri. Poter individuare questi ambiti consente alla persona, sia negli studi che poi nel lavoro, di dedicarvisi con minor fatica, maggior piacere, migliori possibilità di successo, minori rischi di stress, migliorandone così il benessere, aumentandone la produttività senza forzature e abbattendo la possibilità di burn-out, quello che un tempo veniva chiamato “esaurimento nervoso” o “esaurimento psicofisico”.E che il legame tra carattere e professione sia strettissimo comincia a percepirlo sempre più anche chi assume, come conferma il report americano “Social networking websites, personality ratings, and the organizational context: more than meets the eye?“, secondo cui il primo biglietto da visita al momento di un colloquio ormai è il profilo su Facebook, che altro non è che la trasposizione virtuale di ciò che siamo o mostriamo di noi.Peter A. Rosen, Donald H. Kluemper e Kevin W. Mossholder, delle università di Evansville, Illinois e Auburn, hanno dimostrato che il re dei social network rispecchia perfettamente la personalità dell’utente e fornisce risultati più attinenti rispetto ai test per l’auto-valutazione della personalità o a quelli sull’intelligenza.E’ dunque probabile che un domani i colloqui prenderanno spunto anche da un profilo web per trovare il lavoro perfetto, valorizzando al meglio quanto emerge da post, tweets e fotografie. Nella speranza che l’interrogato di turno sia riuscito ad esprimere, in rete, tutti e otto i propri strategici punti di forza.

Borsa lavoro dell’Alto Adige: un portale per il settore agricolo

La borsa lavoro dell’Alto Adige rappresenta in tempi di nuovo Coronavirus un’opportunità per le imprese e per chi cerca occupazione. Per l’agricoltura nasce ora una pagina dedicata.

La pagina dedicata alle offerte di lavoro del settore agricolo.

Nonostante la crisi, le imprese dell’Alto Adige continuano a cercare personale per le loro attività. In questo particolare momento l’agricoltura rappresenta un settore dove questa esigenza è particolarmente elevata. Per questo la Borsa lavoro della Provincia è un’opportunità per datori di lavoro e lavoratori. “Chi pubblica i posti vacanti sulla borsa lavoro dell’Alto Adige ne beneficia in diversi modi” spiega Stefan Luther, direttore della Ripartizione lavoro, che invita le aziende a cogliere quest’opportunità.

Più possibilità

Le aziende che adesso pubblicano le loro offerte di lavoro sulla borsa lavoro aumentano le loro possibilità di trovare lavoratori che corrispondono alle proprie esigenze. Attualmente più persone sono alla ricerca di lavoro e consultano la borsa lavoro. Ciò significa che le aziende possono selezionare proprio quei candidati che hanno le competenze necessarie.

Nuovo accesso diretto per l’agricoltura

In questa fase una richiesta particolarmente elevata di personale riguarda il settore agricolo. La Borsa lavoro dell’Alto Adige offre d’ora in poi a questo settore un accesso diretto alle offerte: “Un’assoluta novità è proprio quella riguardante l’accesso diretto alle offerte nel settore agricolo” spiega Luther, che invita soprattutto gli agricoltori a manifestare la propria esigenza di personale, così da poterla comunicale alla potenziale forza lavoro interessata.

Ricerca mirata

La Borsa lavoro elettronica è strutturata in modo tale che sia le aziende, sia le persone in cerca di lavoro pubblichino e ricevano informazioni mirate. La Borsa lavoro elettronica è raggiungibile per aziende e persone in cerca di lavoro.